31 gennaio 2009

Acquarelli d'interni e bozzetti/3

Il maestro delle architetture d’interni, Renzo Mongiardino ha creato innumerevoli articolate scenografie domestiche. Per farlo, aveva bisogno di qualcuno che per lui le traducesse in un linguaggio scenico - pittorico - decorativo. Qualcuno che, ascoltando le spiegazioni delle sue idee ed effetti immaginati sapesse “riscrivere” i suoi desideri attraverso bozzetti e schizzi.

bozzetto, acquarello, Irene Groudinsky

Ed ecco che ad ascoltarlo ed interpretarne le visioni è Irene Groudinsky, la scenografa di origini russe che ha collaborato dipingendo bozzetti ad acquarello e facendo maquette per gli interni di molti progetti di Renzo Mongiardino e Giacomo Angelucci.

bozzetto, acquarello, Irene Groudinsky

Minervino Fiorella scrive nel suo articolo Mongiardino, architetto delle meraviglie:
"La teoria di Renzo Mongiardino era semplice: le case non si arredano, ma si creano, in base alla struttura, l'ossatura, la bellezza, quasi si trattasse di donne. Quando la leggiadria manca, allora l'importante è agghindarle come dame sgradevoli, inzeppandole di oggetti, pezzi, stucchi, cineserie, "turcherie", arazzi, busti, vasi, curiosità per occultarne i difetti.
Creativo ed ingegnoso, Renzo Mongiardino ha saputo creare un certo stile, utilizzando artigiani abilissimi… un ingegno innegabile che purtroppo ha generato schiere di imitatori, esagerati nel lusso, i cosiddetti arredatori "alla maniera" di Mongiardino. Eppure il suo sogno era tutt'altro…"

Da Renzo Mongiardino ho imparato ad ascoltare il sussurro di una casa per capirne le esigenze.
Le sue, non le mie :)

30 gennaio 2009

Acquarelli d'interni e bozzetti / 2

I bozzetti, dicevo in un post precedente, ci aiutano a visualizzare meglio le nostre idee, a definirne l’atmosfera e gli obiettivi. Ma, come iniziare?


Tiepolo - Schizzi per Apollo e Giacinto, 1752 - 1753 ca.
bistro con sanguigna su carta di stracci
32,24 x 22,s cm
Victoria and Albert Museum, Londra


Le glorie del passato
Perché un’idea appena nata si cristallizzi e ci porti ad una soluzione, dobbiamo buttare giù degli schizzi, annotazioni scarabocchiate d’impulso che anche nel passato hanno accompagnato il concepimento di grandi opere. Uno degli esempi storici sono gli schizzi di Michelangelo per la facciata di San Lorenzo a Firenze.



Grazie proprio a questi schizzi, oggi possiamo seguire il filo di cambiamenti che il progetto ha subito, compiendosi alla fine in un grande triangolo delle statue sostenuto dalla rete di linee verticali ed orizzontali che accentuano i volumi scultorei.
Nessun altra opera di Michelangelo esprime così bene la forza dell’azione nella staticità assoluta in modo più drammatico di questa. Il dualismo dell’anima e corpo, tema vecchio e costante come in arte così nel pensiero filosofico, è espresso magistralmente nella velata minaccia del Giorno e nel sogno interrotto della Notte.

Il bozzetto è già la conseguenza della prima idea che passa dallo schizzo alle regole di precisione, come ci racconta il grande architetto Renzo Mongiardino (1916 - 1998) nella monografiaArchitettura da camera”. Ci spiega che la magia di un luogo si forma nella sua stessa cavità. Bisogna bloccare l’idea, determinandola in una dimensione ridotta. La scala 1:50 è di solito più che sufficiente per scoprire se il primo abbozzo era buono; altrimenti ne affioreranno i difetti. Se l'ossatura di una casa è buona, un oggetto anche insolito può facilmente inserirsi nell'assieme e dar vita ad una stanza.

Letture consigliate:
Chantal Eschenfelder: Tiepolo
Pubblicato da Könemann, 1998
Renzo Mongiardino, Fiorenzo Cattaneo
Roomscapes: The Decorative Architecture of Renzo Mongiardino
Pubblicato da Rizzoli, 1993
ISBN 0847815536, 9780847815531

29 gennaio 2009

Acquarelli d'interni e bozzetti

bozzetto ad acquarello, Mirna Radovanovic
Mirna Radovanovic, bozzetto ad acquarello di un lavoro eseguito

I bozzetti di un progetto d’arredamento e decorazione o di un trompe l’oeil sono piccoli quadri, fatti in scala, che si compongono e combinano come in uno scenario di teatro. Ci aiutano a visualizzare più precisamente le nostre sensazioni cromatiche e a definire meglio l’atmosfera e gli obiettivi.

studio su cartone, Mirna Radovanovic
Mirna Radovanovic, studio su cartone


28 gennaio 2009

A trompe l’oeil budget

How much would it cost to hire a painter?
Often people ask about the fees involved with hiring a professional painter. But, each painting is unique! So, not any question regarding fees can easily find the answer - but most of them can.


Trompe l'oeil is a specialty that requires knowledge of many finishing techniques, sometimes centuries-old, and certainly takes years to master.
The cost depends on painter's training and experience, the complexity of the technique, the cost of the materials, the level of detail requested, the conditions of work...
The higher is the number of layers involved, the higher is the cost. I usually increase the estimate if I have to work on ceilings, because it requires more time.
There are also several ways in which one can charge. The one which is preferred by me is a fixed-fee contract. It is based on different factors, but mostly on my personal estimate about the size of the space, about the hours needed to do the work etc.

It is common practice for a painter to request a retainer fee on signing of the agreement. A retainer fee should be around 15-30% of the total fee and is mostly used to cover the cost of materials. The consultation, as well as the first watercolor sketch, is free of charge, except for the travel expenses.
You want one good advice?
Seek out a trained professional.

Colori

COLORI - Sostanze naturali o artificiali usate per tingere o dipingere.
foto: http://www.sebinocolori.it/
Si distinguono in primari e complementari, che risultano dalla composizione dei primari.
COLORI PRIMARI: giallo, rosso, azzurro
COLORI SECONDARI: giallo + rosso = arancione, giallo + azzurro = verde, rosso + azzurro = viola.
OGNI colore primario ha il suo colore COMPLEMENTARE.
Quale? Il secondario nella cui composizione esso NON entra.
E così, il complementare del giallo è il viola; il complementare del rosso è il verde; il complementare dell'azzurro è l'arancione.
Vedi anche: La teoria dei colori

Indirizzi utili:
Zecchi Belle Arti-Restauro
Via dello Studio 19/r
50122 Firenze (Florence), Italia.
(Includes brushes, gilding supplies, pigments, gesso supplies. Catalogue and store.)

27 gennaio 2009

L'arte millenaria del giardino giapponese

Il nome della città di Kyoto evoca immediatamente i trattati internazionali in materia di ambiente, maggiormente fallimentari e non riusciti.
Ma a Kyoto si trova anche questo meraviglioso giardino di Heian-jingu progettato da Ueji (Ogawa Jihei) e considerato un capolavoro.



L’arte millenaria del giardino giapponese prevede una ricerca attenta di ogni singolo elemento in modo da creare un aspetto di assoluta naturalezza e profonda armonia e non dominio dell’uomo sulla natura.


Un giardino è un luogo di contemplazione e di meditazione dove elevare il proprio spirito ed è facile da ricreare anche in spazi ristretti.





Ci sono molti link ai siti dove approfondire ulteriormente l’argomento, come

Il giardino di un artista

“Il giardino di un artista è diverso da tutti gli altri in quanto l’autore non si limita alla semplice ricerca di decorazione che valorizzi lo spazio, bensì tende a plasmare la natura come espressione della sua creatività e del suo pensiero.”

Molti artisti hanno scelto di vivere e creare in Toscana.
La loro presenza sul territorio ed il loro bagaglio culturale e creativo, mescolati alla tradizione, usi e costumi dell’antica cultura contadina locale, hanno influenzato la creazione di molti giardini evocativi, diversi, fuori dai canoni e spesso unici.

Il libro “Giardini d’artista in Toscana” descrive e documenta 30 di questi giardini creati da artisti contemporanei usando soluzioni nuove, inusuali e di grande ispirazione.

Mariella Sgaravatti: “Giardini d’artista in Toscana
Fotografie di Mario Ciampi
IDEA BOOKS

25 gennaio 2009

Pensando alla primavera

Vorrei piantare alcune peonie nel mio giardino, magari vicino a queste rose.

 
(Scusate per la scarsa qualità di queste immagini; sono state scattate con un vecchio cellulare.)

Ecco le peonie che mi piacciono di più:
Brocaded Gown, peonia arbustiva
Brocaded Gown - Peonia arbustiva dagli enormi fiori rosa con petali che sembrano fatti di sottilissima carta stropicciata
Shimane Chojuraku, peonia arbustiva
Shimane Chojuraku - Peonia arbustiva

SOTTO: Shimane Chojuraku fotografata alla fiera di St Jean de Beauregard
peonia arbustiva, Shimane Chojuraku, St Jean de Beauregard
foto via

Hesperus, peonia arbustiva
Hesperus, Venere al tramonto (credo) - Peonia arbustiva

Le pianterei proprio in questo ordine, ai fianchi del roseto, del quale i petali sono di un rosa talmente flebile che si disperde insieme alla leggerezza dell'aria di maggio. Sfumando verso il rosso acceso l'intera scena risalterebbe sullo sfondo verde, veramente preponderante in questo giardino!

***Se doveste trovarvi dalle parti di St Jean de Beauregard, oltre alla fiera c'è da visitare anche questo castello

foto via


23 gennaio 2009

Poesia all’inglese

Ho letto recentemente un post che parlava della costruzione di un giardino.
E’ sempre un’impresa impegnativa, ma è anche un processo creativo di forti implicazioni emotive! L’impegno, però, quasi sempre paga.

Impegnarsi a costruire un giardino ci porta ad immaginarlo fino a sentirne quasi il profumo! 
Ci fa udire il vento nelle fronde degli alberi della nostra Via del Sogno
C’insegna a guardare lontano e vedere l’invisibile. 
Ci riporta al vintage dei nostri sogni sospinti in un angolo della quotidianità: stare seduti sotto le rose, su un mobile vintage simile al divanetto in foto, con la testa poggiata sulla spalla di qualcuno che ce lo ricambia con un caldo abbraccio…

Poesia all’inglese
Divanetto vintage, patchwork, giardino
Mobile vintage ricoperto di patchwork e collocato nel giardino
Photo: Ruy Teixeira
ELLEDECO JUIN 2008

21 gennaio 2009

La danza campestre

orto

Aspettando la primavera guardo le foto dell’anno scorso della mia palestra personale  - l'orto, che amo curare direttamente.

Oltre al piacere di darmi dei buonissimi ortaggi, questo fazzoletto di terra mi tiene anche in forma fisica :)

Curando un orto si impara ad aspettare, avere pazienza, sperare, essere tenaci, interpretare e seguire i ritmi della natura… per poi cogliere i frutti del nostro impegno.

E qui la storia prosegue, perche bisogna imparare anche a gestire l'abbondante raccolto che ne proviene, con veri e propri fiumi di frutti e ortaggi in alcuni periodi dell'anno.






ortaggi, fagiolini ortaggi, cipolle ortaggi, pomodori

Uno dei libri in cui ho cercato (e trovato) utili consigli su come coltivare, cucinare e conservare i prodotti dell'orto è Il buon sapore dell'orto (Selezione Reader's Digest).

foto via firenze.olx.it














Ve lo consiglio!

20 gennaio 2009

Un cetaceo pieghevole, un topo riciclato e altri giochi di carta

Canon Creative Park

Canon Creative Park è una raccolta online di immagini stampabili da assemblare per creare delle figure tridimensionali, che possono essere scaricate gratuitamente.


Canon Creative Park, immagini stampabili, foto, scaricare, gratis

Nella raccolta ci sono biglietti d'auguri, scatole da regalo, lettere, animali, edifici famosi, rilievi di carta, calendari, modelli realistici di strumenti musicali, architetture, barche, veicoli da lavoro... Troverete anche le foto ad alta definizione di città, paesaggi, fiori e altro da usare come decorazione.

Canon Creative Park, immagini stampabili, foto, scaricare, gratis


Canon Creative Park, immagini stampabili, foto, scaricare, gratis
Divertitevi!


19 gennaio 2009

Richard Wagner - un regista severo...

Mi trovo d’accordo con le idee di Wagner sulla sintesi di tutte le arti ("Gesamtkunstwerk", vedi sotto) in quanto ne amo e pratico più di una... :) Ma questa sintonia viene un pò offuscata dal fatto che, quando faceva il regista, era poco tollerante con gli scenografi, per i quali nutro molta simpatia!
Era severo e chiedeva loro l’impossibile: effetti pirotecnici, fioriture primaverili sul palcoscenico, nuvole perlacee e combattimenti di draghi…
Alla fine mi lascio sedurre dal fatto che come musicista era eccezionale e le sue visioni venivano realizzate comunque con una forza evocativa insuperabile.

*Gesamtkunstwerk: “opera d'arte totale” in cui convergono diverse arti per realizzare una perfetta sintesi ed imporla come forma artistica perfetta ed universale

Il simbolismo

L’evoluzione della poetica simbolista parte dalle radici letterarie. La definizione del simbolismo pittorico la dà Gorge-Albert Aurier nel 1891 (“Symbolisme en peinture”) nella rivista letteraria “Mercure de France”.
La poetica simbolista è nemica di insegnamenti, di declamazioni, di interpretazioni analitiche della natura, di descrizioni oggettive. Con i loro temi più ricorrenti (la vita e la morte, il tempo, il sogno e la riflessione, il mito e mistero) Gustave Moreau, Pierre Puvis de Chavannes, Odilon Redon (vicino ai poeti del simbolismo, tanto da dedicare un album di litografie ad Edgar A. Poe) ed altri gli contrappongono la convinzione che un opera d’arte debba provenire dallo spirito dell’artista, dalle sue emozioni, dalla sua fantasia ed idee illimitati.

lettura consigliata:
Charles Baudelaire: Spleen de Paris - Petits poèmes en prose
Edgar Allan Poe : Tales of the grotesque and the arabesque, and other tales
musica: Wagner

Il simbolo

Il mondo è popolato da simboli.
Il simbolo ci aiuta a riconoscere, imparare o concludere qualcosa; rappresenta qualcosa altrimenti non rappresentabile (astratto, spirituale, il concetto, l'ideale). Ma, quanti sono i simboli?
Non si contano più. Si adunano all’occorrenza, si plasmano, si insinuano nella nostra quotidianità senza bussare. Ci circondano, ci guidano, ci confondono o avvicinano, ci affascinano e spaventano...


Calligrafia

Per saperne di più:
Rudolf Koch: The Book of Signs
Emil Ruder: Tipographie
Tom Barnard: Starting CALLIGRAPHY
Michael Harvey: Calligraphy in the graphic arts
David Carson: The end of print

Il blog di Andrea e la pittura cinese

In un post precedente ne ho già parlato ed anche oggi sono a visitarlo.



Mentre guardo penso al pittore assorto nell'osservazione di un albero, di un ramo o di un singolo fiore… Mi viene in mente l'immagine di giardini curati amorevolmente da mani dal tocco invisibile.
Leggo che spesso i fiori vengono dipinti senza rami e su sfondi vuoti per non turbare la bellezza del soggetto principale; che il pittore cerca di catturare sia la forma che lo spirito del soggetto ma dà più importanza allo spirito, al carattere ed alla natura che alla somiglianza.
Poi penso a noi, noi intesi come cultura occidentale, che viviamo sotto i dettami della commerciabilità…
Il tempo di osservare il ciliegio in fiore - non l'abbiamo più spesso.

17 gennaio 2009

I pennelli di un pittore e i quattro tesori del letterato

Scivolano morbidi sulla carta, portando con se il prezioso carico di colore ed emozione.
Si piegano, si allargano, fanno le loro piroette tenendo la punta bella dritta.
I pennelli di un pittore sono le morbide armi del mestiere che combattono terribili guerre…

carta, pennelli, inchiostro, calamaio, pittura, calligrafia, xuanzhi,

carta, pennelli, inchiostro, calamaio, pittura, calligrafia, xuanzhi,

Queste foto arrivano dal blog di Andrea, con il quale una ragazza ha voluto rendere omaggio a suo padre - un pittore cinese che dipinge da più di 30 anni. Il suo blog ha stimolato il mio interesse per l'arte orientale, ispirandomi a cercare ulteriori informazioni su questi "ferri del mestiere" degli artisti cinesi. Sono gli stessi usati per calligrafia, considerata una delle 4 arti maggiori insieme alla pittura, poesia e musica. 
Secondo la tradizione, essere abili nell'uso del pennello è segno di grande raffinatezza; i letterati dovevano essere bravi calligrafi. Usavano degli strumenti chiamati i "quattro tesori del letterato"
( 文房四宝 - wen fang si bao), che sono:
纸 zhǐ - carta
笔 bǐ - pennello
墨 mò - bastoncino di inchiostro
砚 yàn - calamaio
Ai quattro tesori si aggiungono i sigilli con incisa la firma dell'artista ed anche altri accessori, come porta-penne e porta-pennelli, scatole per inchiostri, fermacarte, porta-sigilli...
Esistevano le indicazioni e prescrizioni precise su come dovevano essere fatti questi strumenti.

CARTA
La carta veniva prodotta con canapa, corteccia dell'albero di gelso da carta (Broussonetia papyrifera), midollo di un altro piccolo albero (Tetrapanax papyrifer), paglia di riso, pezzi di tessuto, avanzi di filo... Un tipo di carta molto rinomata usata per pittura e calligrafia dai tempi antichi è la xuanzhi, una carta dalla superficie liscia, morbida ma ben strutturata in modo da avere una grande resistenza alla trazione e all'usura, che può essere conservata a lungo.

PENNELLI
In Cina sono in uso tanti tipi di pennelli. Sono prodotti in vari materiali, a partire dai più comuni (pelo di capra bianca, di coniglio nero, di donnola gialla, di cavallo o di bue), fino a quelli più preziosi (pelo di lupo, tigre o leopardo), ma possono essere anche molto particolari, strambi e stravaganti, come quelli fatti di baffi di topo, di capelli di neonato o di bambù sfrangiato.

BASTONCINI DI INCHIOSTRO
Sono fatti con un misto di fuliggine di pino o di olio di Paulownia, olio di lino, colla animale e altri materiali, spesso tenuti segreti da chi li produce, che comprendono grasso di maiale, muschio, cannella, canfora, radice di Salvia... Gli ingredienti vengono mescolati, pestati nel mortaio, umidificati con succo di erbe, suddivisi in strisce ammorbidite al vapore, martellate e rivoltate tante volte, poi scaldate e messe in uno stampo di legno per imprimerne le scritte e disegni
Il bastoncino è pronto!

Fiori dell'albero di Paulownia tomentosa
Paulownia tomentosa, Paulownia imperialis
foto via

CALAMAIO
La storia del calamaio in pietra, originatosi dai mortai del passato in cui si macinavano i pigmenti, risale a più di 5000 anni fa. E' una vaschetta con bordi bassi, contenente l'acqua, dove si strofina il bastoncino di inchiostro per scioglierlo.

Penso che non riuscirò mai più a vedere un pennello solo come un semplice... pennello. E voi?


Un saggio interessante da leggere:
Cose di poco conto; alcune riflessioni sulle cosiddette "arti minori" in Cina. Il caso dell'arte dell'intaglio dei sigilli,
di Elisabetta Corsi, docente di Lingue e letterature della Cina e dell'Asia sud-orientale alla Sapienza di Roma.
via Mondo Cinese, rivista scientifica di studi sulla Cina Contemporanea in Italia

Perfect day on Jamendo!

Hello, this is my first music album. It was released in May, 2008 when I uploaded it on Jamendo.
Jamendo is a music platform where you can upload your own music or listen, download and share thousands of albums licensed under Creative Commons licenses.
Then you can place a widget in your blog/site and let people know more about you and your passion for music :)

Album name:
Oh! [the portrait of vanishing love]
Mirna feat. MaxT on acoustic guitar

Tracklist:
001 silly dreaming 002 perfect day 003 time 004 questo amore 005 zonzoo

I can recommend these two softwares that I used:

Melody Assistant - for music writing


MAGIX Audio Studio 2006 deLuxe - for mixing and mastering

I hope that you like my music and that my home-made music album may be an incentive to you to use your computer to create music yourself :)

Rifugio per pipistrelli in agriturismo affittasi!


Guardate che bella scoperta, fatta partendo da un blog amico
thisplanetiswonderful.blogspot.com che m
i ha messo sulla traccia giusta! Parla di un rifugio artificiale per pipistrelli, meglio conosciuto come BAT BOX.
Ne esistono di modelli, forme e materiali diversi: monolocali, sottotetto, loft, a schiera… :)
Penso di costruirne una da me; vorrei offrire una sistemazione migliore alla famigliola di tre membri che abita in un interstizio della casa - senza luce :)
Se glie ne facessi due in più, potrebbero anche fare l’agriturismino…

Per saperne di più, visitate Il Museo per i pipistrelli ed anche thisplanetiswonderful.blogspot.com.

15 gennaio 2009

Voglio una tana ecologica...

Anche un rospo sogna una tana ecologica, con un bel giardino fiorito!
rospo comune, bufo bufo rospo comune, bufo bufo
Il rospo comune (Bufo bufo) si adatta bene a molti habitat diversi; gli piace anche la macchia mediterranea. Lo potete trovare nei prati e boschi, nell'orto, sotto mucchietti di foglie umide...
I rospi sono una benedizione per il giardiniere perche mangiano insetti e lumache, quindi, sono un ottimo metodo per eliminare le lumache in modo naturale!
Di notte il rospo compie spostamenti spericolati per raggiungere zone adatte alla riproduzione, incurante dei pericoli. Cercate di non calpestarlo nel buio. Quando si arrabbia, sputa come un lama. 
D'inverno sta nella sua tana umida, sognando la primavera, quando uscirà dal letargo. Mi sembra di sentirlo:
    Voglio che la mia pelle respiri, che il calore del sole scivoli su di me; che il vento mi asciughi gli aghi di pino intrappolati nei capelli; che le ombre disegnino sul mio corpo il ritratto della bellezza che mi circonda!
La sua presenza è un ottimo segno per il vostro habitat: è uno dei certificatori naturali della sua salubrità! Non sopporta l'inquinamento, la deforestazione, l'urbanizzazione, la desertificazione...


Shhh…



Cesaria Evora - Voz d’amor lyrics:

Um canto, um silenzio
Um voz qui ca soá
Um mágoa entranhode
Na coração

Un surto di dor
Lágrima cristallina
Pa consolança
Dum perdido amor

Carícia tão leve
Dum beijo tão breve
Um gosto um sabor
Revelode moda um flor

Lembrança dum sonho
Ta flutuá na nha mente
Presença ausente
Di bô carinho

Um canção ta nascê novamente
Pa trazê um razão di nô crê
Voz d’amor ta bem ser voz activa
Sê grito ta intchi nôs alma

E coração di mundo inter
E coração di mundo inter!

10 gennaio 2009

Decorazione: La tecnica di decapaggio

“Qualcuno mi può spiegare la tecnica della finitura del legno in decapé?”
Questa è una domanda, trovata un po’ per caso, che ha posto Marco nel sito
http://www.edibrico.it/forum/legno/94/finitura_decape/topic.html.
Da allora è passato parecchio tempo e Marco ha sicuramente risolto il suo dubbio. Ma il suggerimento datogli di fare uso di candeggina concentrata e soda mi ha spinto a descrivere questa semplice tecnica decorativa nella sua forma tradizionale, eseguita senza usare prodotti tossici, usando solo quelli naturali.



Nella sua semplicità rappresenta un bell’esempio di finitura tradizionale ed è una delle prime tecniche decorative che ho sperimentato svariati anni fa, “marmorizzando” a cera un armadio d’arte povera in abete. Ho aggiunto anche un leggero motivo a stencil sopra le ante che ho velato ad olio.
In campagna toscana, dove abito e lavoro, molte delle case che mi circondano hanno ancora le travi e le mezzane dei soffitti imbiancate a calce, mobili finiti a cera, stanze color verderame e rosa vinaccia, panchine sbiadite dal sole e dalle piogge…

Segni di vita, bei ricordi del passato. La casa si arredava, decorava, scaldava e difendeva con mezzi naturali che c’erano a disposizione.
La calce, essendo caustica, è anche disinfettante, perciò veniva data sia alle pareti che alle travi in legno. E la cera sbiancata trasparente mescolata al pigmento bianco e sciolta al sole di primavera è il modo migliore per dare ai mobili quella patina, quel velo semitrasparente di aspetto morbido e vellutato che mette in risalto le venature del legno e rinnova, nutre e protegge un mobile decaduto.
La superficie deve essere pulita, il legno scoperto e liscio. Questo NON significa che dovete rimuovere completamente ogni singola minima traccia della vernice precedente. Tanto, il mobile dovrebbe essere patinato per dargli un aspetto vissuto, vintage, magari con qualche pizzo antico che spunta fuori da un cassetto. Può, dunque, anche avere qualche macchia turchese o verde salvia che s’insinua nel gioco della patinatura.
Materiale necessario:
Guanti resistenti, mascherine
Spazzola metallica qualsiasi; dovete trovarne una che vi calzi bene e dovete cercare di capire qual’è la pressione giusta da usare per ottenere un risultato che vi piaccia.
Lana d’acciaio in grossse quantità. Vi serve per levare la cera dal mobile; se non l’avete mai fatto prima non rischiate di rimanerne senza giusto quando stavate per finire il lavoro…
Cera sbiancata in pasta (con quella in spray non si puo' fare! :]) che si può trovare nei colorifici ed è trasparente una volta data, e non bianca. Perché lo diventi, aggiungiamo del pigmento bianco, amalgamando a poco a poco, come quando si fanno i dolci :)
cera per mobili chiara

pezzina quella-che-sappiamo-noi-donne per lucidare; quella morbida in lana che non lascia pilucchi.
Al mobile!
Posto migliore per fare quest’operazione è all’esterno. Se lo dovete per forza fare dentro, ventilate il locale. Usate i guanti e magari anche la mascherina; la cera ha un odore gradevole, ma forte.
Bisogna passare la spazzola sulla superficie del mobile in direzione della venatura del legno in modo da aprirne i pori e tracciare una rete di sottili solchi in superficie che saranno quelli che tratterranno la cera.
Prendete un pezzo di lana d’acciaio. Intingetelo nella pasta bianca di cera e pigmento e spalmatela sul mobile, incrociando le direzioni e facendo entrare bene la pasta nei pori e solchi.
Lasciate asciugare per mezz’ora c.ca.
A quel punto dovrete prendere un nuovo pezzo di lana d’acciaio ed immergerlo nella cera per mobili in pasta con la quale strofinate di nuovo il mobile, questa volta levando la cera precedente bianca. Dovete fermarvi ad un certo punto perché non dovete togliere tutta la cera che avete precedentemente messo, ma solo una parte.


Quale parte? Beh, come in tutte le ricette, quanto basta. E questo lo decidete voi, il vostro talento, la vostra personalità ed i vostri ricordi leggermente sbiaditi che state imprimendo su quel mobile.
Lucidatelo all’infinito, quanto basta per conferirgli la lucentezza e riflesso morbido che caratterizza ogni finitura a cera.
La manutenzione:
Passate di tanto in tanto della cera chiara per mobili e mettete dei sacchetti di lavanda nei cassetti, questo giusto per la parte sentimentale della decorazione :)

Un'alternativa:
Potete rinnovare in fretta un mobile da poco usando colori acrilici. L'ho descritto nel post Decapaggio di una mensola.

8 gennaio 2009

Bijoux: materiali e tecniche

Risorse, trucchi e suggerimenti scintillanti per chi ama fare da sé la bigiotteria, ma anche per chi ha semplicemente una passione per forme, colori e lavoro manuale.


Feltro, collage, bijoux, mosaici ed altro da http://decoreblablabla.blogspot.com/
Leggerezza e bellezza vista da una decoratrice milanese, Elena Fiore, che è anche autrice di diverse pubblicazioni nel campo del fai da te femminile.