26 marzo 2009

Kikinda - the hidden corner of Serbia

Interested in Global Lives?
The North Banat and Tisa region of Serbia spreads at the area of 2.329 km2 on the junction of 3 borders: Serbian, Hungarian and Romanian.
One of the municipalities of the North Banat and Tisa region is Kikinda, also the biggest town and the centre of the region with approx 67.000 inhabitants.


Kikinda has a long tradition in agriculture, mechanical engineering, chemicals, tiles/roof covering materials, food processing...
The hunting tourism is well developed and offers exceptionally rich hunting grounds.
The places of interest are more then few, like one of the last two remaining treadmills (horse-powered dry mills) in Europe, SUVACA;

Un mulino antico, Kikinda, Serbiathe National Museum built in 1839 with archaeological, historical, ethnological and naturalist section;
the remains of mammoth nicked KIKA,

Il mammut Kika di Kikinda
Mammuthus trogontherii, that was discovered in 1996 in "Toza Markovic" bricks and roofing tiles factory, and so on.
Not far from Kikinda you can witness a rare natural phenomenon of Blossoming of Tisa River.
attorno a Kikinda: Palingenia longicauda, la fioritura sul fiume Tisa
It seems like thousands of flowers fluctuate above the water surface; instead it is an insect, Palingenia longicauda, and its love-dance lasts only a few hours every year in the middle of June... or is it 100 years of solitude that I'm seeing?
You can see incredibly big pumpkins during The Pumpkins Day every year in October

Le Giornate della Zucca a Kikinda, Serbia, zucche grandi, autunno
and taste them in various sweet or salty dishes;
Le Giornate della Zucca a Kikinda, Serbia, zucche grandi, autunno, sagra della zucca, banchetto in piazza

My hometown Kikinda, Serbia, has a very special consideration for pumpkins.A bit witty, too. :)
As the area is largely cultivated and very flat with only one hill in the entire municipality (and also the only one that I have ever conquered :D) that is just 5.3m high, the locals use to say:"If you climb on a pumpkin, you get to see the whole region."

Kikinda is culturally and architectonically interesting;
unfortunaly many of its' cultural heritage is being demolished to build a "brand new" apartments.




I’m glad to have at least taken some photos of this architectural details, because this house doesn’t exist anymore…

A friend of mine, Ilija.
(pronounced like "Il y a" in French.
(a bachelor in world literature, speaks several foreign languages, loves the simplicity of rural life and makes a fabulous goat cheese!)

The Global Lives Project is planning a shoot in Eastern Europe in the first quarter of 2009.

Kikinda might be the place to do the shooting ;)
with its secret beauties...
Kikinda online, site (at this time) made by KROJAC web dizajn
as well as The Pumpkins Day photos

24 marzo 2009

The Sociocultural Fund

The Sociocultural Fund supports projects that strongly integrate everyday life into the process of artistic creation, and that strive to influence our society with artistic and cultural outreach. With the transfer of cultural contents and artistic expressions, the fund aims to encourage children, young people and adults and to enable them to take a more active role in social life.
In fact, the main socio-cultural goal is to support and strengthen the aesthetic, social and communication skills of as many citizens as possible.
Twice a year, the Sociocultural Fund provides grants for short-term projects that are based on socio-cultural model.
Applications submitted by private project administrators have priority over those submitted by public sector organizations.
To be eligible for funding, all applicants are required to provide an adequate amount of personal resources, whether it is private equity, materials or services.
A jury is responsible for the selection of proposals and for grant awarding.

To learn more on general funding and funding in specific artistic fields, view 
Frequently Asked Questions

funding, grants, Kulturstiftung des Bundes,


  • The Sociocultural Fund is supported by German Federal Cultural Foundation (Kulturstiftung des Bundes) which promotes art and culture and supports innovative programmes on international level.
  • Socijalno-kulturalni Fond je podržan od strane nemačkog Saveznog Fonda za Kulturu (Kulturstiftung des Bundes) koji promoviše umetnost i kulturu i podržava inovativne programe na međunarodnom nivou.
  • La Fondazione Socioculturale è sostenuta dalla Fondazione Culturale Federale tedesca (Kulturstiftung des Bundes), che promuove l'arte e la cultura e sostiene programmi innovativi a livello internazionale.


Fonds Soziokultur podupire projekte koji snažno integrišu svakodnevni život u procese umetničkog stvaranja i koji teže da utiču na naše društvo svojim umetničkim i kulturnim dometom. Prenošenjem kulturnih sadržaja i umetničkog izražavanja , fond ima za cilj da ohrabri decu, mlade i odrasle i da im omogući da preuzmu aktivniju ulogu u društvenom životu.
Naime, glavni socijalno-kulturalni cilj je upravo taj da podrži i osnaži estetske, komunikativne i društvene veštine i sposobnosti najvećeg mogućeg broja građana.
Dva puta godišnje ovaj fond dodeljuje stipendije za kratkoročne projekte koji se baziraju na socijalno-kulturalnom modelu.
Zahtevi podneti od strane privatnih administratora projekata imaju prednost nad onima podnetim od strane organizacija iz javnog sektora.
Da bi bili podobni za finansiranje svi kandidati su dužni da osiguraju adekvatnu količinu ličnih resursa, bilo da se radi o ličnoj imovini, materijalu ili uslugama.
Za izbor predloga i za dodelu sredstava za finansiranje odgovoran je žiri.


Pročitajte više generalnih informacija o finansiranju  i o financiranja u određenim umetničkim područjima na stranici Frequently Asked Questions.
Sajt je na nemačkom i engleskom jeziku.


La Fondazione Socioculturale sostiene progetti che integrano la vita quotidiana nel processo di creazione artistica, e che si sforzano a influenzare la nostra società con la propria divulgazione artistica e culturale. Con il trasferimento di contenuti culturali e delle espressioni artistiche, il fondo mira a incoraggiare i bambini, i giovani e gli adulti e a consentire loro ad assumere un ruolo più attivo nella vita sociale.
Infatti, il principale obiettivo socio-culturale è proprio quello di sostenere e rafforzare le competenze e le capacità estetiche, comunicative e sociali del maggior numero possibile di cittadini.
Due volte l'anno, questa fondazione offre finanziamenti per progetti a breve termine che si basano sul modello socio-culturale.
Le domande presentate dagli amministratori privati di progetti hanno priorità su quelle presentate da organizzazioni del settore pubblico.
Per essere ammissibili al finanziamento, tutti i candidati sono tenuti a fornire le adeguate risorse personali, sia che si tratti di beni, materiali o servizi.
Una giuria è responsabile per la selezione delle proposte e per la concessione dei finanziamenti.

Per saperne di più sui finanziamenti in generale e sui finanziamenti in campi artistici specifici, visitate la pagina Frequently Asked Questions.
Il sito è in lingua tedesca ed inglese.

22 marzo 2009

La ragazza a cavallo

Un po’ di giorni fa ha fatto la sua apparizione un simpatico figurino a cavallo.
La giornata era soleggiata e fresca; tenevo la finestra aperta per sentire meglio il cinguettio degli uccellini ed ho potuto così scorgere la ragazza in tempo per chiederle il permesso di scattarle una foto.


E’ una mia “vicina” (qui le distanze sono relative) che ama passeggiare a cavallo percorrendo le vecchie stradine di campagna in mezzo ai campi coltivati. Ma molte di queste strade si sono perse, interrotte; altre sono chiuse da catene che il cavallo non distingue e non può superare. Dunque, marcia indietro!
Dubito che ai miei vicini possa disturbare il passaggio di questa gentile ragazza a cavallo. Le catene non sono lì per fermare lei, anche se purtroppo ciò accade…
A me fa piacere vederla passare :)


7 marzo 2009

Il potere del colore

Conosci lo psicopotere dei colori?
E' un quiz che ho trovato nel blog
I live in Tuscany di azzurra e che mi ha colorato una giornata un po’ grigia. Non ho saputo resistere alla tentazione di mettere alla prova le mie conoscenze dei colori ed ecco che il risultato mi trova:
Impeccabile / caleidoscopica
Sei pienamente cosciente del potere che possono avere i colori. Li conosci e li sai usare alla perfezione nelle diverse occasioni. Sai come abbinarli, quando indossarli, quanto possono influire sul tuo umore o sullo stato d'animo di chi ti circonda. Hai anche una invidiabile capacità di organizzare i tuoi spazi esaltandoli con i giusti cromatismi.

Per festeggiare vi propongo queste tazzine del caffè super colorate che sanno di primavera, fatte da Mariavera Chiari, architetto di Milano.

Piatti, scodelle, brocche, ampolle, tazze, teiere ed altro da Atelier La Sardine.
In 14 colori (rosso ciliegia, giallo limone, arancio, turchese, verde, viola...) decorano la tavola veramente - con gusto!

Le creazioni di questo Atelier sono fatte in terra rossa e decorate ad ingobbio. Dopo una prima cottura di 8 ore, i pezzi vengono smaltati e cotti di nuovo per 8 ore a 1040°C. Nonostante siano fatti interamente a mano - dall'A alla Z -possono essere usati anche nel forno e lavati nella lavapiatti.
La tecnica della quale si avvale è una tecnica antica in uso nel paese di Aubagne, che si trova nel cuore della Provenza.
Aubagne vanta una lunga tradizione ceramica e fa parte della AFCC - Association Française des cités de la céramique.
Esiste un'equivalente associazione anche in Italia. E' l'AiCC - Associazione Italiana Città della Ceramica con sede a Faenza.
Insieme hanno pensato di organizzare un'interessante serie di iniziative e di scambi, coinvolgendo anche altre città europee di tradizione ceramica o gemellate con il Comune di Faenza, come Gmunden (Austria), Amaroussion (Grecia), Talavera de la Reina (Spagna) e Rijeka (Croazia), nonché le Associazioni delle Città della Ceramica Spagnola (AeCC) e Rumena (ArCC).
Un bell'esempio di collaborazione!

3 marzo 2009

La pittura ad olio

Questa tecnica (la pittura ad olio) consentiva di utilizzare una grandissima quantità di pigmenti e di realizzare ritocchi, sovrapposizioni e velature con una certa facilità. L’intonaco asciutto, ma non a base di calce, veniva impregnato con diverse mani di olio di lino bollente, quindi si realizzava a cazzuola un fondo che poteva essere costituito da uno strato molto sottile di bianco di Spagna macinato con la terra del colore desiderato e con olio di lino o da un impasto di grassello di calce, polvere di marmo o cocciopesto steso in spessore di circa 1 cm e ben lisciato. Quindi si impregnava ancora con olio di lino caldo e si applicavano i colori, macinati finemente ed impastati con olio di lino crudo, olio di papavero o di noce ed eventualmente una vernice a base di cera vergine ed acquaragia con funzione di protezione lucida.

testo di Flavia Trivella, pubblicato nel n° 28 del bimestrale Materiali Edili (Alberto Greco Editore)

Tecniche di decorazione pittorica tradizionali-introduzione
Il marmorino
Lo stucco
L’intonaco a cocciopesto
Il graffito (o sgraffito)
L’affresco
Il fresco secco
La tempera a colla
L’encausto

2 marzo 2009

L’encausto

Storicamente si tratta della tecnica di pittura murale che impiega colori sciolti in cera e fatti fissare al supporto per mezzo di un ferro caldo utilizzato come un pennello. Per la buona riuscita delle opere la preparazione del intonaco era di estrema importanza. Esso doveva comprendere uno strato di rinzaffo, più strati di arriccio costituiti da grassello di calce, pozzolana e sabbia di fiume di granulometria decrescente dall’interno verso l’esterno. L’intonachino era realizzato con un impasto di grassello di calce, cera, colla e calcite spatica in polvere, battuto e passato a frattazzo in modo da restare piuttosto ruvido. I colori dati in superficie erano temperati con colla di bue e miscelati con cera punica (cera vergine d’api, acqua e cloruro di sodio) e calce spenta , asciutta e finissima, in grado di sgrassare la miscela e dare maggiore aderenza. Terminata l’essicazione si applicava a pennello la cera punica mescolata a poco olio che veniva successivamente fatta fondere e penetrare nell’intonaco con l’ausilio di bracieri o ferri caldi ed in ultimo lucidata con stracci di lana strofinati energicamente. Plinio parla di un’ulteriore mano di atramentum, forse bitume sciolto in olio e diluito con essenza di trementina e petrolio, che serviva a rendere i colori ancora più brillanti ed a scongiurare il deposito della polvere. Una versione più veloce, sopravvissuta fino ai tempi moderni, prevedeva l’impregnazione dell’intonaco a base di grassello di calce e polvere di marmo, ben asciutto e ruvido, con un numero sufficiente di mani di olio di lino caldo ed una stroffinatura con pietra pomice. La tinteggiatura, realizzata con colori ad olio miscelati a cera, si eseguiva a pennello sull’intonaco asciutto.
Un’altra variante è costituita dal cosiddetto encausto inglese, che veniva realizzato con una miscela base costituita da resina Elemi, olio di lavanda o di spigo, cera d’api sbiancata e resina Copale liquida, da utilizzarsi sia per la realizzazione del fondo, sia della tinta. La miscela base, diluita con acquaragia, serviva per impregnare a freddo ed in più passate l’intonaco e per realizzare una rasatura, aggiungendo gesso e biacca, che prima di stendere le tinte veniva finita con una mano di olio di lavanda diluito con acquaragia. I pigmenti utilizzati, che dovevano essere macinati molto accuratamente ed applicati come nelle normali tecniche a tempera, apparivano piuttosto brillanti senza bisogno di finiture a caldo.


testo di Flavia Trivella, pubblicato nel n° 28 del bimestrale Materiali Edili (Alberto Greco Editore)

Tecniche di decorazione pittorica tradizionali-introduzione
Il marmorino
Lo stucco
L’intonaco a cocciopesto
Il graffito (o sgraffito)
L’affresco
Il fresco secco
La tempera a colla
La pittura ad olio

1 marzo 2009

La tempera a colla

Questo tipo di pittura veniva generalmente usato per le decorazioni di dimensioni ridotte, sia interne che esterne, appositamente preparate per ricevere i colori. La grande ricchezza della gamma cromatica disponibile, la possibilità di eseguire ritocchi e sovrapposizioni ha permesso la grande diffusione di questa tecnica fino a quando è sopravvissuta la figura del decoratore tradizionale. Le principali sostanze utilizzate per la confezione dei colori erano i diversi tipi di colla animale, il tuorlo e l’albume di uovo, in minore misura, il latte di fico. La preparazione del supporto ben spolverato, consisteva semplicemente in una o due passate di colla, nel caso di muratura in pietra o comunque non intonacata, ed in una carteggiatura accurata, seguita da stuccatura delle fessure, applicazione di una mano di colla e rasatura a gesso mescolato alla colla, per gli intonaci. Ad essiccazione avvenuta si stendeva il fondo, generalmente di colore bianco, dello spessore di circa 1 mm, costituito da elementi compatibili con quelli delle tempere che si intendono utilizzare per la decorazione. Per quanto riguarda l’applicazione, la regola era iniziare con l’esecuzione delle campiture, quindi realizzare le masse colorate e, solo in ultimo, i dettagli.
testo di Flavia Trivella

Puoi trovare qualche informazione in più sul vasto mondo delle tempere e sull'uso delle sostanze naturali nella decorazione nel post Pitture ecologiche, colla di farina e tempera

Altri post sulla decorazione pittorica tradizionale:
Tecniche di decorazione pittorica tradizionali-introduzione
Il marmorino
Lo stucco
L’intonaco a cocciopesto
Il graffito (o sgraffito)
L’affresco
Il fresco secco
L’encausto
La pittura ad olio