12 luglio 2009

Telecoma digitale

Quando al mattino accendo il computer, dopo Google News, gmail e bacheca di Blogger una delle mie tappe obbligatorie è Liquida. Il modo in cui il mio blog è visualizzato su Liquida mi piace molto. Gli dona, credo :)

A
guastare questo piacevole momento era la pubblicità della Telecom che a maggio incombeva sulla destra dello schermo: mi faceva alzare la pressione. Per evitarla ho cambiato il mio rito mattutino finchè al suo posto non è comparsa un'altra pubblicità...



Per me la Telecom è una delle ditte meno credibili di questo paese che non mantiene nemmeno una parte di quello che promette. La mia opinione si basa su un incubo (documentabile) che è iniziato a luglio del 2004, quando ho richiesto la linea telefonica. Sono finalmente riuscita ad ESTORCERLA in aprile del 2005, dopo otto mesi di resistenza ai continui tentativi di dissuasione da parte della ditta che il servizio me l’ha offerto. (?!?)

Più che una strategia di mercato, questa mi sembra un’incompetenza completa. Mi sorprende che questa ditta sia riuscita a sopravvivere fino ai giorni nostri. Per non parlare del servizio 187...
A chi serve?! Ai clienti no di certo. Forse serve alla Telecom per tenere tutti i clienti insoddisfatti (come me) a debita distanza. Quando finalmente si riesce a parlare con una centralinista, sembra che sia caduta dal cielo - proprio in quel momento! E si, lei è tanto dispiaciuta ma non può proprio fare nulla.

Ogni volta scopro che le tracce delle decine di segnalazioni nemmeno esistono; quando ci sono, le date sono inventate di sana pianta.

"Signora, lei ha controllato che ci sia la luce rossa sull'apparecchio?"
Mi sembra una visita oculistica, più che altro! Sono in grado di distinguere i colori, grazie. Il problema del mio telefono non deriva dal mio daltonismo. La borchia della linea ISDN, l'unica veramente disponibile nella mia zona, è una robuzza con due sole luci: quella verde, che indica la presenza dell'alimentazione elettrica e quella rossa, che indica la presenza della linea telefonica. Quest'ultima funziona ad intermittenza. Di solito si mostra utile solo nel periodo di Natale, quando mi viene la voglia di metterla in cima al mio albero e farla fungere da addobbo luminoso. Si comporta in questa maniera ogni volta che piove, che c'è vento, che c'è umidità... praticamente sempre!

Inizia la snervante ripetizione di tutti i dati, il numero del cellulare viene lasciato al 187 per la trentesima volta... per ovviamente scomparire già alla successiva segnalazione. Credete che il telefono sia un aggeggio garantito? Vi sbagliate. C'è una differenza talmente discriminatoria tra le condizioni di vita al nord ed altrove che la può capire solo chi l'ha provata. Ma dovete credere ai risultati illustrati della comunità europea che parla chiaro del digital divide italiano.

Evidentemente la Telecom ci vede tutti come dei contadini con la zappa in mano - a che serve il telefono, a loro? Mi sa che è la Telecom che deve farsi un esame oculistico. Quando alla fine del 1997 spedivo via e-mail i miei primi file di modellazione 3d fatti al computer, la Telecom usava ancora il piccione viaggiatore...

Quella casella l'ho aperta 14-15 anni fa dal provider Ipsnet di Torino. A quei tempi ancora non c’erano ne IOL, ne Libero, ne Tiscali, ne Google, ne nessun altro illuminato del momento (sopratutto, non c'era facebook, per fortuna). All'epoca in internet in Italia eravamo solo in 200.000.

E, si, la Telecom potrebbe anche imparare qualcosa - se solo desse ascolto ai propri clienti illuminati ad intermittenza. Io potrei raccontargli che nelle case che si trovano nella mia zona le persone non hanno tutte 90 anni, anzi, molti sono giovani e meno giovani imprenditori arrivati da altre parti, famiglie inglesi con bambini, qualche politico, dei professionisti… Siamo tutti accomunati dal disperato bisogno di recuperare un po’ di decenza comunicativa che avevamo prima di venire a vivere in Toscana rurale. Per giustizia di causa aggiungo che esistono anche dei servizi alternativi ma neanche quelli coprono la zona in cui abito.
Da non credere. O questa è una discriminazione, ho sono finita in un buco nero sulla Terra, o Terricciola ha proprio un brutto karma


La chiavetta della Tim, Vodafone o Wind? Me la mangio a prima collazione! Che provino loro ad ottenere un lavoro a Hong Kong, con quella. Sono stanca delle telefonate inquisitorie dove al 187 mi trattano come se fossi IO il topo che rosicchia i loro cavi. Non ci credete? E' QUESTA la spiegazione della Telecom sulla causa sospetta del funzionamento ad intermittenza della mia linea ISDN.
Per quale ragione l’azienda Telecom mi ha, diciamo, convogliata nella decisione di richiedere la linea ADSL per poi negarmela - per me rimane davvero un grande mistero manageriale.
Sono solo una piccola contadinella con la zappa…

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Nettare

2 commenti:

  1. O mamma, cosa stai passando!!! Lo so bene e so anche cosa significa lavorare con internet!
    Anch'io, nel momento in cui mi trasferii da una zona ad un'altra più periferica di Roma ho vissuto mesi e mesi senza l'agognata adsl richiesta alla Telecom, unico gestore telefonico disponibile per quella zona. Da quando mi sono trasferita in Romagna le cose vanno meglio, ma la bolletta è altissima ed è una vergogna che al giorno d'oggi la connessione costi così tanto. Per non parlare dei posti dove non arriva.
    All'epoca risolvemmo registrandoci tutte le chiamate al 187 e minacciando con una lettera di ricorrere ad una causa. Dopo un po' cedettero. Non so se fu una conseguenza o solo un caso, fatto sta che veramente ci fecero perdere la pazienza!

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  2. mi hai fatta morire!
    ahahhahahha
    maddaiiiiiiiiiiii
    guarda non va meglio qua da me...
    ehi!
    ma stiamo vicinissime
    :)))))))))))
    mia sorella abita a casciana terme...
    terricciola!
    maddai!!!!!!!!!!!
    un salutone
    e un sorrisone
    azzurra

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