28 novembre 2009

Seminato genovese, graniglia e cementine

Le vecchie cementine e graniglia dei pavimenti mi ricordano la prima adolescenza ed una villa, credo degli anni ’20, che allora visitavo spesso. Mi rifugiavo nelle sue stanze ombrose per disegnare, circondata dal silenzio quasi palpabile; le persiane della porta-finestra filtravano la luce e le davano una morbidezza accentuata dalla finissima polvere che vi galleggiava. Tempi felici.

Mi incuriosivano di più le cucine della servitù, nel seminterrato, perfettamente ordinate per potervi preparare le prelibatezze della cucina locale. I pavimenti erano bianchi e neri, a scacchiera, ed accentuavano la gamma dei colori desaturati, calmi e neutri.

Polvere, sabbia, ghiaia ed altri materiali poveri o pregiati possono essere trasformati in cementine, graniglia o seminato genovese e combinati con infinite possibilità ornamentali e cromatiche.

L’effetto e molto elegante, ma senza ostentazione; potremmo intendere un seminato genovese come una più discreta interpretazione del mosaico.

I materiali che vengono usati per comporlo sono frammenti di pietre e marmi toscani, liguri o veneti. Per posarlo si usa un letto colorato con le terre per completare il desiderato effetto cromatico. Seguendo un disegno eseguito a mano libera o a spolvero (come nella tecnica dello sgraffito), viene tracciato il bordo dei riempimenti.

Infine si compongono le pietre, il pavimento viene levigato e lucidato con olio di lino.
Uno degli accostamenti più ricorrenti del seminato genovese sono fascie ornamentali in bianco e nero, ma non solo: verde, giallo oro, grigio e diaspro rosso formano questi splendidi pavimenti.
Un’azienda che realizza pavimenti in marmo, a mosaico e in graniglia è quella di Mattia Vigo e Figli, Tiglieto, Genova.


Le cementine dell’inizio del ’900 divennero di grande moda anche per l’indiscutibile innovazione che portarono.

Tessieri, la fabbrica di Lucca che anche oggi continua la produzione delle piastrelle in cemento e graniglie, conosce i segreti di quest’arte e custodisce una collezione di 300 stampi in bronzo come ispirazione o suggerimento per il disegno.

Tessieri & C. (S.N.C.)
Via S. Marco,36
55100 Lucca

15 novembre 2009

La cultura? Va meglio del settore automobilistico e dell’information technology!

In un post precedente ho annunciato l’INFO DAY sulle modalità di accesso al Programma Cultura 2007-2013 che si sarebbe svolto il 4 Settembre 2009 a Roma. Con piacere vi segnalo un’altra edizione di questo utile strumento informativo: per il giorno 4 Dicembre 2009 l’Antenna Culturale Europea (CCP - Cultural Contact Point – Italia) ha organizzato un incontro bilaterale sul “Programma Cultura 2007-2013” in collaborazione con l’Unical, Università della Calabria. I destinatari sono amministratori e funzionari pubblici operanti nel settore della cultura, associazioni e/o organizzazioni culturali, università, istituti di alta formazione e ricerca scientifica.
Per partecipare all’INFO DAY è necessario compilare ed inviare la scheda di adesione entro e non oltre il 30 novembre 2009.
Il programma della Giornata Informativa e la scheda di adesione sono consultabili on-line.



Io ho seguito l’INFO DAY di settembre con grande interesse, schiarendomi le idee su molti punti importanti. Ho cercato di fare una sintesi del contenuto, nella speranza di indicarvi, magari, qualche punto di vostro interesse.
L’approfondimento ha avuto inizio con l’introduzione da parte della Dott.ssa Leila Nista, Project manager CCP Italy, dei due rappresentanti della Comunità Europea, Dott. Alessandro Senesi, capo unità aggiunto del Dipartimento Cultura e Dott.ssa Silvana Verdiani, esperta dell’agenzia EACEA.

Gli interventi sono stati articolati seguendo i punti base della guida al Programma Cultura 2007 - 2013 che riguardano la presentazione delle domande e procedure di selezione, condizioni finanziarie e settori del programma, oltre ovviamente all’introduzione al programma stesso.



Il Dott. Alessandro Senesi ha presentato il Programma Cultura 2007 - 2013, spiegando l’interesse dell’Unione Europea alla cultura. Questo interesse si basa su fattori economici, che non hanno una grande visibilità nella stampa e nei mezzi di informazione pubblica e perciò sono meno ovvi, e fattori di carattere sociale, sicuramente più visibili.

Il dato sorprendente e di peso piuttosto rilevante è che il prodotto cultura equivale al 2,6% del PIL dell’UE. Il fatturato del settore cultura in Europa è superiore a quello del settore information technology e del settore automobilistico. Questi hanno sicuramente più visibilità, ma sono economicamente meno pesanti. I dati delle indagini statistiche culturali del 2003 confermano le economie creative come economie di successo e sostengono la convinzione dell’importanza del settore cultura per il sistema economico.

I fattori sociali, più evidenti, riguardano l’utilità della creatività come fattore di sviluppo individuale. Attraverso l’arte, la creatività e la cultura si sviluppano le capacità individuali, il dialogo interculturale e la coesione sociale.

Come si concretizza l’impegno dell’UE per la cultura?

Nel 2007 L’UE si è dotata di un’agenda che fissa i 3 obiettivi da gestire attraverso il Programma Cultura:

  • stimolare la diversità culturale ed il dialogo interculturale;
  • promuovere la cultura come fattore di sviluppo dell’occupazione e della crescita economica;
  • integrare la dimensione culturale come elemento vitale delle relazioni esterne dell’UE.

Nel quadro complessivo del programma cultura 2007 - 2013 l'UE si prefigge 3 obiettivi strategici:

  • promuovere la mobilità transnazionale degli operatori culturali;
  • incoraggiare la circolazione transnazionale delle opere e dei prodotti artistici e culturali;
  • favorire il dialogo interculturale.

EACEA
La gestione finanziaria del programma cultura come strumento per la sussidiarietà della cooperazione culturale in Europa è delegata all’agenzia EACEA - il braccio operativo della Commissione Europea. Dopo l’introduzione, la Dott.ssa Silvana Verdiani spiega cosa sono i progetti culturali, descrivendoli come progetti tra enti pubblici e privati di paesi diversi al fine di accrescere la collaborazione multisettoriale in materia culturale tra i 27 paesi dell’UE ed alcuni altri paesi eleggibili.



La Dott.ssa Verdiani ha concentrato l’attenzione sui bandi che sarebbero scaduti a breve, precisandone meccanismi di finanziamento e prefinanziamento.

Il suo approfondimento riguardava la procedura di valutazione e selezione dei progetti ed il ciclo di vita di un progetto all’interno dei 2 settori del programma:
- progetti di cooperazione (settore 1) e
- sostegno a organismi attivi a livello europeo nel campo della cultura (settore 2).

I due esperti hanno fornito ottimi consigli ed indicazioni di come preparare una buona domanda di candidatura, tra i quali:

  • Leggere bene i dettagli del programma Cultura e le guide messe a disposizione dall’agenzia EACEA.
  • La candidatura eleggibile deve essere molto chiara e dettagliata. Per realizzare una candidatura ottimale che possa essere eletta, bisogna attenersi alle indicazioni dell’agenzia e svolgere minuziosamente il lavoro preparatorio.

Per saperne di più potete rivolgervi a:

Antenna Culturale Europea CCP-ITALY
Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
via del Collegio Romano 27, 00186 Roma
e-mail: antennaculturale@beniculturali.it
web-site: http://www.antennaculturale.it/

L’Antenna Culturale Europea CCP-Italy, il Cultural Contact Point per l’Italia sul programma Cultura 2007-2013, è stata istituita nell’ambito del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

13 novembre 2009

Molto forte e molto ecologica: la colla da falegname

Per eseguire molti dei piccoli lavori di casa spesso ci serve della colla. Sarebbe bello se ce ne fosse una in grado di incollare tutto, ma non è così. Infatti, il mercato è saturo di colle per usi specifici: per carta, cartoncino, legno, sughero, polistirolo...

Una delle colle più usate nelle nostre case è quella vinilica. E’ facile da reperire ed usare, asciuga in fretta, una volta asciutta diventa trasparente; è presente in ogni falegnameria ed in forma molto concentrata viene usata anche come aggrappante per cemento.

E’ comprensibile che per le sue qualità abbia quasi del tutto sostituito la colla da falegname di una volta. Ricordando gli anni passati all’Accademia di belle arti di Novi Sad, ricordo anche l’odore pungente che emanava durante le ore di cottura.
La colla da falegname, o colla forte, è fatta con pezzi di cartilagine, pelle, ossa e tendini che vengono bolliti lentamente a fuoco moderato per trasformare il collagene dei tessuti animali in un forte adesivo.
La colla ottenuta viene filtrata e “stampata” in pani o scaglie, o gocciolata nella benzina per averla in perle.


Insostituibile per restaurare un mobile antico, ancora oggi viene preparata dai restauratori, seguendo minuziosamente le rigide regole di preparazione.


Per sapere di più sulla preparazione ed utilizzo delle colle animali nel restauro, visitate questa pagina di Antichità Belsito, azienda specializzata nella vendita di materiali per il restauro.

10 novembre 2009

A casa di Philippe Model

Come piccolo piacere e stimolo creativo, mi sono concessa il rito di sfogliare una delle riviste di arredamento d'interni che ogni tanto compro (Art & Décoration, N°455, octobre 2009).
Dopo una quarantina di pagine, l’occhio mi è caduto su un dettaglio di una foto che mi sembrava di riconoscere.

Era una piccola decorazione a rilievo, tinta-su-tinta, con una conchiglia alla base, inserita nella modanatura a cornice, in un contesto di colori leggermente desaturati. L’attenzione al dettaglio, che credo accomuni tutti gli artisti, mi ha fatto riconoscere quel piccolo elemento decorativo e la casa alla quale apparteneva.
E, si. Siamo a casa di Philippe Model.

Rivederla dopo parecchi anni ed in una veste un po’ diversa, al primo impatto mi fece un po’ di effetto. Nelle foto di Eric d'Hérouville la luce è diversa e gli spazi si sono ristretti, formalizzati, riempiti.

Nel mio post “La casa vintage di Philippe Model” ho già descritto la sensazione che mi provocò questa casa la prima volta che la vidi.
Nelle foto di Massimo Listri, oltre che i colori caldi ed il "disordine" creativo, apprezzo come il fotografo fosse riuscito a catturare l’aspetto morbido dell’ambiente ed a convogliarlo nella sua macchina fotografica attraverso l’uso abile della luce e delle ombre sconfinanti. Ha saputo cogliere il gioco di rimbalzi tra le prospettive cadenzate e le grandi specchiere; il gioco del tempo che colora le pareti di nebbia, di cipria, di raggio di sole al profumo di verde antico.

Certe case ci sono amiche, anche se non ci appartengono. Ci si annidano nel cuore, ci fanno sentire a nostro agio. Sembra quasi che ci parlino, che ci conoscano, come se fossero state fatte per noi, per offrire i loro angoli segreti ai nostri animi segreti.

La casa di Philippe Model è una di queste; è una casa delle curiosità, del talento, delle autenticità e delle ricerche creative. Preferisco le foto di Massimo Listri e l’autentica spiritosaggine di Philippe Model alle ambientazioni con una rilettura che non sembra sapere penetrare nello spirito dello spazio che l’ospita, ma piuttosto vi si adagia sopra, coprendolo con un telo di leggero gelo.
Spero che lo spirito di metamorfosi di questa casa, che credo appartenga e piaccia molto al suo proprietario, continui ad affascinare anche gli altri, offrendosi da sfondo per sempre nuove riletture delle scenografie domestiche.

7 novembre 2009

La betoniera con la prolunga ed il tempo a fusillo

Oggi fluttuo come un pesce nel dolce far niente, in una giornata bagnata che impedisce l’attività e quasi costringe al riposo. Dopo molte settimane di impegno estremo e stress dovuto alle varie tabelle di marcia, sono contenta di tirare un sospiro di sollievo.

Mi ero imbarcata in una di quelle situazioni dove pagheresti per uscirne fuori, ma non puoi.
Non è che non sai come, è che ti fa paura proprio perchè sai che dipende tutto da te.
Come spesso accade nella vita, a questo si aggiungono molte altre variabili che poco hanno a che fare con la nostra volontà. Tutto sommato, bisogna destreggiarsi tra questi ostacoli con presenza di spirito, creatività e curiosità, tenendo d’occhio gli obbiettivi.

Così ho raccolto tutte le energie e mi sono impegnata a concludere un paio di progetti iniziati un anno fa. E’ come volere che un tram ti passi sopra. °_-

Ho dovuto fare il giocoliere - acrobata tra cose così diverse, che non dovrebbero mai trovarsi ammassate tutte insieme in un breve periodo.


Oltre alle varie pianificazioni, sviluppo di progetti e piani di coltivazione, riscoprendo le regole di sopravvivenza del campeggiatore estremo, usando certi trucchi di bellezza dei tempi della gioventù delle nostre nonne per riparare le conseguenze dei venti avversi e della pioggia sulla mia pelle, sono anche riuscita a salvare le rose dai mostri meccanici che le attaccavano da tutti i lati.

Ho visto di tutto.

Le betoniere si sono, hmmm, diciamo, appaiate nel piazzale davanti alla casa, perchè la più grande aveva anche la prolunga. *-*




Sembrava una gigantesca cavalletta che si sta sgranchendo la zampetta.
Sopra il tetto della casa.




Grazie alle giornate di sole, in alcuni momenti la casa sembrava quasi indifferente al caos che la circondava, mostrando una faccia calma e composta, un po’ assonnata.



I macchinari – trasformisti intanto andavano e venivano a tutte le ore.
Davanti ai miei occhi si sono svolte delle danze primordiali attorno al fuoco, degli uomini – operai impegnati nei loro riti di lavoro.




Il tempo è davvero relativo. Con un po’ di impegno, riesci a triplicarlo, facendone un fusillo.