16 gennaio 2011

Le stranezze del mondo

Il tempo libero, si sa, ci manca sempre. Intrappolati nei rigidi limiti della frenetica vita quotidiana pensiamo a tutto ciò che faremmo se ne avessimo di più. Sogniamo la libertà, le bianchissime spiagge esotiche o le lontane cime innevate, aspettando l'occasione giusta per concederci un viaggio, anche breve e furtivo, per evadere dalla routine e per ricaricare le pile.
Non sempre va a finire bene, però.
Una volta viaggiare non era ne facile ne veloce. Un viaggio si preparava a lungo e con ampio anticipo, mentre oggi basta un'occhiata furtiva alle offerte last minute in internet e, voilà, ci troviamo dall'altro capo del mondo in un battibaleno!


illustrazione: Hrvoje Radovanovic

Ma quanto sappiamo del paese in cui andremo a finire? A parte le informazioni sulle temperature medie stagionali, sulla moneta in vigore e su qualche piatto tipico, di solito conosciamo poco le abitudini, la cultura locale, le regole e la mentalità.
L'anno scorso lessi un articolo in cui si descrivevano le più bizzarre richieste dei cittadini britannici ai loro consolati in giro per il mondo. Una donna che si trovava all'estero per un intervento di chirurgia estetica per aumentare il seno, insoddisfatta delle dimensioni ottenute chiese l'intervento del consolato per risolvere il problema. Un'altra voleva sapere le giuste proporzioni dell'acqua e zucchero nella preparazione della marmellata. Una madre preoccupata chiese al consolato britannico in Florida di aiutare il figlio adolescente a fare le valige e di dargli uno strappo all'aeroporto.
Le domande si susseguono: che tempo farà; chi, tra gli amici, deve pagare un taxi; dove comprare le scarpe griffate... evidentemente, la gente si aspetta che il consolato risolva loro ogni difficoltà e dubbio!
D'altro lato, i turisti all'estero spesso si imbattono in leggi e regole particolari. Alcune sono ormai note a molti, come il divieto di fumare negli spazi pubblici oppure di entrare in una moschea con le scarpe addosso. Altre, davvero insospettabili, possono metterli in seria difficoltà.
Leggendo l'elenco di queste richieste bizzarre dei britannici, mi venne in mente un altro articolo, "Severamente vietato", scritto anni fa da Silvia Locatelli, giornalista di ELLE. Oltre che divertente, lo considero un utile vademecum per il turista "mordi e fuggi".
Forse nel frattempo qualcosa è cambiato (mi auguro che sia così!) ma penso che una sintesi del contenuto dell'articolo di Silvia vi possa stimolare ad informarvi prima di itraprendere un viaggio.
FINLANDIA
Toglietevi le scarpe prima di entrare in una casa e non rifiutate mai l'invito per una sauna.
In Finlandia, il silenzio è una virtù. Le persone troppo chiacchierone li lasciano sgomenti.
SVEZIA
Non entrate in una casa senza togliervi le scarpe. Se proprio vi imbarazza camminare a piedi nudi, portatevi un paio di scarpe per l'interno.
POLONIA
A un matrimonio, non presentatevi senza un mazzo di fiori per gli sposi.
Non gesticolate mentre parlate. Penserebbero che siete arrabbiati o sovraeccitati.
COREA
Se vi chiedono quanti anni avete non offendetevi: lo fanno per sapere come rapportarsi con voi. Secondo il confucianesimo, una persona deve il massimo rispetto a chi è più vecchio e obbedisce senza riserve.
IRAN
Le donne non siedono fra gli invitati, mangiano in cucina prima degli uomini; nei locali ci sono paraventi per proteggerle da sguardi inopportuni.
Una donna non deve mai toccare un uomo in pubblico: è reato.
EGITTO
Mai accendere una sigaretta senza offrirla agli uomini presenti; mai offrire sigarette alle donne.
Mai accavallare le gambe mostrando la suola delle scarpe: è oltraggioso.
ETIOPIA
Mai chiedere a una persona che lavoro fa, è offensivo: non si classificano le persone dal lavoro che fanno.
Mangiare con le mani è un costume comune a tutta l'Africa nera. In Etiopia, il padrone di casa strappa un pezzo di pane e lo intinge nel sugo del tegame da cui raccoglie un boccone che porta con le mani alla bocca dell'invitato. Non rifiutatelo.
segue

2 commenti:

  1. Che bel posto! Interessante e istruttivo. Grazie.

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  2. Ciao, Rosaria, sono contenta che ti sia piaciuto; sono sempre incuriosita dalle abitudini e dai costumi dei paesi stranieri.

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