26 agosto 2012

Decorazione: come logorare ed invecchiare delle sedie

Queste sedie di recupero non avevano nessun grande difetto. Semplicemente gli mancava una traversa ed erano un po' a ciondoloni: bisognava incollare meglio alcuni pezzi.
Non scambiatelo per un restauro; non sono una restauratrice e non mi occupo di mobili antichi. Rinnovo e reinterpreto oggetti e mobili d'arte povera e moderni; qualche volta aggiungo dei motivi dipinti a mano o un rilievo, spesso faccio il decapaggio, patinatura o logoramento, piccole dorature o altri tipi di invecchiamento.
Prima di affrontare una decorazione più impegnativa, ho messo in sesto queste 4 sedie, le ho leggermente scartavetrate, le ho decorate con cera a mettere e lasciate così per un lungo periodo.
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Continuavo a chiedermi: Ma, saranno scomode? O troppo pesanti?
Dopo averle usate per un po', ho potuto constatare che nulla di ciò era vero. Le ho trovate estremamente comode ed ho deciso di rinnovarle.
Ho dato qualche mano di cementite e smalto acrilico bianco, a pennello. Siccome il fondo era fatto a cera, la pittura aderiva con più fatica, il che ha facilitato il logoramento successivo.
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Le ho parzialmente decapate, usando delle spazzole in acciaio per asportare senza difficoltà la pittura bianca, lasciando trasparire il colore del legno.
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Ho concluso applicando 2-3 mani di finitura trasparente satinata all'acqua.
Per non avere le sedie decorate in una maniera troppo disomogenea, conviene metterle tutte in fila ed intervenire sugli stessi pezzi o aree con un certo ritmo ripetitivo. Alla fine si aggiungono dei "colpetti di personalizzazione", asportando il bianco in modo più "casuale".
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Le sedute, che si logorano di più e dovranno essere ridipinte più spesso, sono rimaste di colore uniforme, bianco panna.
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Aggiungendo dei cuscini, le sedie hanno avuto una nuova vita.
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Adesso sono collocate nell'appartamento degli ospiti che le notano sempre e spesso mi chiedono come le ho decorate.
Ah, dimenticavo: anche loro le trovano comode; glielo chiedo sempre :)

20 agosto 2012

Rinnovare un lampadario vintage a gocce

Ho comprato questo lampadario vintage in un mercato dell'usato. L'ho pagato circa 5 euro.
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Aveva bisogno di essere rinnovato; il suo colore era troppo "finto" e troppo spento e non si adattava per nulla all'ingresso con soffitto a volta in mezzane e con travi in legno, in cui doveva essere collocato.
Chi ha un agriturismo, sa che spesso c'è bisogno di fare qualche ritocco qua e la o di cambiare la disposizione dei mobili o di rinnovare una stanza per renderla più accogliente. Non sempre si ha a disposizione molto tempo e qualche volta si crede che occorra un investimento maggiore di quello che effettivamente serve.
Un oggetto, che ormai crediamo troppo datato o rovinato, può invece acquisire un aspetto più gradevole con il semplice intervento di una professionista del recupero e riciclo come me, e senza grandi spese.
Ecco cosa ho fatto per rinnovare il lampadario a sei braccia in ottone a gocce:
Siccome qualche goccia gli mancava, sono andata a cercarle al mercato dell'antiquariato di Pisa, trovandole senza problemi.
Al ritorno sono passata dal colorificio di fiducia per farmi consigliare uno smalto acrilico spray adatto al lampadario; l'ho scelto nero e sono tornata a casa.
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Ho preparato il lampadario per verniciarlo, togliendo le gocce, smontando tutte le parti rimovibili, avvolgendo i cavi con un foglio d'alluminio e facendo delle palline per proteggere gli interni delle finte candele in plastica.
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Ho fatto molta attenzione a non fare delle colature; bisogna sempre spruzzare da una buona distanza per non saturare troppo le scanalature e le zone a rilievo. Basta spruzzare a più riprese, controllando il risultato.
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Ho lasciato il lampadario asciugare seguendo le indicazioni riportate sulla bomboletta.
Il giorno dopo ho rimontato le gocce, aggiungendo quelle comprate a Pisa e collocandole tutte in un modo leggermente diverso, e ho appeso il lampadario.
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Piccoli interventi di questo tipo si fanno sempre notare dagli ospiti, ricevendo da loro complimenti ed approvazioni. Anche così si può mostrare il proprio amore per l'ambiente e l'attenzione verso gli ospiti. Non sempre basta arredare una stanza.
Ci vuole un tocco in più.

*Oggi è ancora più facile trovare dei pezzi di ricambio, come le gocce. Basta andare su ebay e trovare il lampadario giusto.

*Il mercato dell'antiquariato di Pisa si svolge il secondo fine settimana di ogni mese, esclusi luglio ed agosto, in Piazza Cavallotti, Via dei Mille, Viale Corsica, Piazza dei Cavalieri, Via Ulisse Dini e Via Oberdan.

13 agosto 2012

Dai calchi in gomma pane al simil-zellige: due trucchi per decoratori

L'avrete usata almeno qualche volta: non si sbriciola, non si consuma, non lede la superficie su cui la si usa, assorbe molto bene... Parlo della gomma pane.
Insostituibile per chi, come me, dipinge sulle pareti e si trova a dover cancellare i segni di lignola (filo per edilizia) carica di pigmento, fatti mentre si imposta la costruzione prospettica.
Si può usare per fare delle correzioni mentre si dipinge un acquarello: tamponando con una gomma pane le aree del dipinto (prima che asciughino del tutto), si cancella il colore troppo carico.
gomma pane, gomma per cancellare segni di matita, gessetto, carboncino, pastello, pigmento, putty rubber, kneaded eraser,  hlebna gumica, meka gumica
Ma il suo essere facilmente plasmabile la rende molto adatta anche per creare delle piccole figure, rimodellandole a piacimento, un po' come si fa con la plastilina, DAS o altre paste modellabili.
In uno dei post che ho scritto nel passato ho accennato ad un “kit decorativo di sopravivenza”; la gomma pane ne fa sicuramente parte.
Una sera mi è capitato di dover fare il calco di un piccolo oggetto; in casa non avevo materiale adatto allo scopo (come, per esempio, gomme siliconiche rtv) e nemmeno una pasta modellabile. Ma la gomma pane era lì, al suo posto, e così l'ho adattata allo scopo.
L'oggetto era ricco di particolari; la gomma pane, di struttura fine e compatta ma morbida, ha ripreso bene tutti i dettagli. Semplice e poco costosa, la gomma pane ancora una volta si è dimostrata molto utile.
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Alcuni di voi forse ricordano le foto di una collezione di gioielli wire che ho pubblicato tempo fa. Sono tutti pezzi unici che creo usando prevalentemente il filo di alluminio.
gioielli in filo di alluminio, gioielli wire, anello, pezzo unico, Mirna Radovanovic
Guardando alcune matasse rimaste inutilizzate mi è venuto in mente di provare a fare un mosaico, usando una tecnica che assomiglia un po' ai metodi artigianali per fare le cementine.
piattine in alluminio, gioielli wire
Ho fatto un veloce e semplice bozzetto per visualizzare il futuro mosaico.
bozzetto, disegno preparatorio, schizzo
Ho preso la piattina in alluminio e l'ho piegata per ricreare il disegno. Ho rivestito l'interno di una cornice in legno con del telo di plastica, posizionandovi il mio stampo.
stampo, cementine, mosaico
In casa avevo della polvere di ceramica; l'ho preparata e versata nello stampo. Una volta asciutta, ho prima estratto la mattonella intera dalla cornice per poi rimuovere con attenzione i pezzi dello stampo in alluminio (i divisori). Così mi sono trovata ad avere tutti i singoli pezzi del mio mosaico. Ho preso una mezzana sulla quale, servendomi del bozzetto, ho ricomposto tutti i pezzi, incollandoli uno ad uno.
mosaico, zellige
Il risultato richiama visivamente le zellige (mattonelle marocchine); l'effetto sarebbe ancora più pronunciato se colorassi i singoli pezzi ma per ora ho dato solo una mano di GEAL, un altro prodotto sempre presente nel mio “kit decorativo di sopravivenza”.
mosaico, zellige
E' un ottimo antispolvero e così l'ho usato per proteggere anche il calco patinato del rilievo di un frammento decorativo di una vecchia stufa in ghisa.
E' anche una buona base per le future decorazioni di questi oggetti in continua evoluzione.
calco patinato, rilievo, frammento decorativo