10 novembre 2009

A casa di Philippe Model

Come piccolo piacere e stimolo creativo, mi sono concessa il rito di sfogliare una delle riviste di arredamento d'interni che ogni tanto compro (Art & Décoration, N°455, octobre 2009).
Dopo una quarantina di pagine, l’occhio mi è caduto su un dettaglio di una foto che mi sembrava di riconoscere.

Era una piccola decorazione a rilievo, tinta-su-tinta, con una conchiglia alla base, inserita nella modanatura a cornice, in un contesto di colori leggermente desaturati. L’attenzione al dettaglio, che credo accomuni tutti gli artisti, mi ha fatto riconoscere quel piccolo elemento decorativo e la casa alla quale apparteneva.
E, si. Siamo a casa di Philippe Model.

Rivederla dopo parecchi anni ed in una veste un po’ diversa, al primo impatto mi fece un po’ di effetto. Nelle foto di Eric d'Hérouville la luce è diversa e gli spazi si sono ristretti, formalizzati, riempiti.

Nel mio post “La casa vintage di Philippe Model” ho già descritto la sensazione che mi provocò questa casa la prima volta che la vidi.
Nelle foto di Massimo Listri, oltre che i colori caldi ed il "disordine" creativo, apprezzo come il fotografo fosse riuscito a catturare l’aspetto morbido dell’ambiente ed a convogliarlo nella sua macchina fotografica attraverso l’uso abile della luce e delle ombre sconfinanti. Ha saputo cogliere il gioco di rimbalzi tra le prospettive cadenzate e le grandi specchiere; il gioco del tempo che colora le pareti di nebbia, di cipria, di raggio di sole al profumo di verde antico.

Certe case ci sono amiche, anche se non ci appartengono. Ci si annidano nel cuore, ci fanno sentire a nostro agio. Sembra quasi che ci parlino, che ci conoscano, come se fossero state fatte per noi, per offrire i loro angoli segreti ai nostri animi segreti.

La casa di Philippe Model è una di queste; è una casa delle curiosità, del talento, delle autenticità e delle ricerche creative. Preferisco le foto di Massimo Listri e l’autentica spiritosaggine di Philippe Model alle ambientazioni con una rilettura che non sembra sapere penetrare nello spirito dello spazio che l’ospita, ma piuttosto vi si adagia sopra, coprendolo con un telo di leggero gelo.
Spero che lo spirito di metamorfosi di questa casa, che credo appartenga e piaccia molto al suo proprietario, continui ad affascinare anche gli altri, offrendosi da sfondo per sempre nuove riletture delle scenografie domestiche.

Nessun commento:

Posta un commento