31 marzo 2010

Il mosaico

Il mosaico è una tecnica pittorica che prevede l’uso di tessere per creare superfici colorate.
Questa tecnica è una delle più antiche che si conoscano: nell’antica Mesopotamia, tra il Tigre e l’Eufrate, attorno al 3000 a.c. dei piccoli pioli conici di argilla sono stati inseriti nella malta per rinforzare le pareti di una struttura, creando dei pattern geometrici colorati di chiaro ruolo decorativo.
Ampiamente usata dall’antichità ha conosciuto il suo massimo splendore nell’antica Grecia, Impero romano ed Impero bizantino.
Ha vissuto un tramonto temporaneo con lo sviluppo della pittura dal ‘300 in poi, per riemergere nuovamente verso la fine del ‘700, e per avere un fresco rinvigorimento durante l’Art Nouveau.

Dopo aver visitato Ravenna nel 1903, Gustav Klimt ne rimase talmente affascinato che creò il suo murale per la sala da pranzo di Palais Stoclet di Bruxelles incorporandovi smalti e speciali tessere decorative.


Antoni Gaudì, il pioniere della decorazione a mosaico delle pareti esterne dei palazzi, a differenza di Klimt usava dei detriti e frammenti di oggetti trovati applicandoli come una pelle attorno alle forme.

Oggi il mosaico è usato da molti artisti come mezzo espressivo prescelto per le sue qualità e la sua versatilità. E’ facilmente adattabile alle condizioni domestiche e può essere usato sia per abbellire gli oggetti ordinari che per creare opere di grandi dimensioni che rendono unici gli ambienti della casa.

Ci sono numerosissimi spunti per chi volesse intraprendere questa strada di espressione artistica; si possono usare materiali talmente diversi, a partire da tessere vitree, specchi, smalti, ceramiche, pietre, marmi, ciottoli ecc., che potrei sintetizzare dicendo che qualsiasi cosa rotta a pezzetti può costituire il materiale di base per creare un mosaico.

Il mosaico classico parte da un bozzetto e si realizza usando uno dei due metodi di creazione:
metodo diretto, che consiste nell'applicare le tessere direttamente su un oggetto o superficie;
metodo indiretto, che consiste nel preincollare le tessere a faccia in giù su un foglio di carta da posare successivamente sulla superficie prescelta.

Il mosaico moderno esiste anche in versione "al metro" e cioè incollato "faccia a vista" su una rete da incollare o annegare nella malta durante la posa fatta da un piastrellista.

Per progetti più ambiziosi consiglierei di rivolgersi ad un’impresa; ne esistono tante che ripropongono mosaici classici o ne creano dei nuovi ad hoc per ogni esigenza del cliente.

Per darvi un altro piccolo spunto vi propongo i mosaici dello zodiaco sul pavimento della Galleria Umberto I di Napoli.

Mosaici dello zodiaco sul pavimento della Galleria Umberto I di Napoli

Mosaici dello zodiaco sul pavimento della Galleria Umberto I di Napoli - toro

Mosaici dello zodiaco sul pavimento della Galleria Umberto I di Napoli - sagittario

24 marzo 2010

Paesaggi domestici di Bert Teunissen

Bert Teunissen è un fotografo nato a Ruurlo, Paesi Bassi, nel 1959.
Durante gli ultimi tredici anni ha lavorato su un progetto fotografico (attualmente ancora in corso) chiamato Domestic Landscapes - Paesaggi Domestici. Ha documentato centinaia di vecchie case europee, catturando con la sua macchina fotografica un’atmosfera ed una luce che stanno lentamente scomparendo, una memoria collettiva della realtà della gente.

Gli è stato assegnato un contributo del *Balkan Incentive Fund for Culture per documentare le aree più remote e rurali dell'Europa orientale, dove l'urbanizzazione non ha ancora cambiato il modo originale di vivere; ogni fotografia si compone intorno al concetto della luce come anche erano composti gli edifici stessi. Essi hanno le loro origini nell’epoca “pre-elettrica”, quando la luce diurna era la principale fonte di illuminazione. E’ una luce vecchia, antica, di quelle che raramente si vedono ancora.

Domestic Landscapes racconta anche dell'identità e della diversità. Ogni paese, ogni regione ha una sua propria cultura distintiva che può essere riconosciuta nelle case e nelle tradizioni.

Il titolo si riferisce anche all'idea che le case che ha fotografato formano un paesaggio della vita delle persone che vi hanno vissuto, che sono invecchiate con i loro habitat e sono diventate parte di esso.

"Le loro case ed i loro modi di vivere stanno dissolvendosi scomparendo dalle nostre società, per sempre, insieme con le loro conoscenze. Il mio scopo è di catturare tutto questo, dovunque io possa trovarlo, prima che scompaia del tutto.", Bert Teunissen dice, commentando il suo lavoro.

Con l'aiuto finanziario della Fondazione Mondrian, del Fondo olandese BKVB e del Hazazah Film & Photography, il progetto è diventato pronto per la pubblicazione. E’ stato pubblicato un libro fotografico per divulgare l'approccio ed i risultati del progetto, perché l'artista ha anche tenuto seminari e conferenze sui suoi viaggi.

*Balkan Incentive Fund for Culture sostiene i progetti di collaborazione artistica e culturale erogati dalle organizzazioni all'interno dei Balcani occidentali o che hanno collaborato con questa regione.



Bert Teunissen is a photographer who was born in Ruurlo, the Netherlands, in 1959.
For the last thirteen years he has been working on an ongoing photography project called Domestic Landscapes. He has documented hundreds of old European homes capturing with his camera a slowly disappearing atmosphere and light, a collective memory of people’s realities.

Bert Teunissen was awarded a grant from the *Balkan Incentive Fund for Culture to document the most remote and rural areas of Eastern Europe, where urbanization did not change the original way of living yet; each photograph is composed around the idea of light, the same way that buildings themselves were composed. They have their origins in the pre-electricity era, when daylight was the main source of light. It's an old and antique light, the kind you rarely see anymore.

Domestic Landscapes is about identity and diversity too. Every country, every region has its own distinctive culture that can be recognized in its homes and traditions.

It also refers to the idea that homes that he photographed form the landscape of the life of the people that live in them; people that have aged together with their habitats and that have become part of it.
“Their houses and their way of life are fading out of our societies, forever, together with their knowledge. It is my aim to capture this, wherever I can find it, before it disappears completely.”, Bert Teunissen says, commenting on his work.

Through the financial help of The Mondriaan Foundation, The Dutch BKVB Fund and Hazazah Film & Photography, the project became ready for publication. A photographic book has been published to disseminate the project’s approach and outcome, as the artist’s travels, workshops and lectures has been given.

The *Balkan Incentive Fund for Culture supports collaborative artistic and cultural projects delivered by organisations within and cooperating with the Western Balkan region.


21 marzo 2010

Un mosaico di cementine da comporre online

Nel post Seminato genovese, graniglia e cementine ho scritto qualche riga su come i materiali poveri vengono trasformati in cementine.
Vorrei consigliarvi altri due siti nei quali, oltre che trovare un’ampia scelta di questo rivestimento di grande eleganza e molti esempi di accostamento, potete provare ad assemblarle da voi usando un’applicazione online.
Il primo è MOSAIC del Sur, fabbrica di cementine, graniglie e piastrelle marocchine, che le produce in modo tradizionale, partendo da una gamma di 72 colori di cemento e realizzando più di un migliaio di disegni in molte forme e dimensioni.

cementine, graniglie, piastrelle, Mosaic del Sur

Mosaic del Sur, pavimentazione

Visitando il sito troverete un simulatore online.

Mosaic del Sur, simulatore online

Vi saranno d’aiuto molti esempi ed utili suggerimenti.
Mosaic del Sur

Il secondo, Etoile de sand (Stella di sabbia), nasce dall’idea di Gabriele Trombetti di importare le piastrelle di terracotta smaltata dal Marocco.
Etoile de sand, piastrelle, terracotta smaltata

Etoile de sand

Propone le belle, irregolari ed imperfette zellige, fatte e dipinte a mano.
Etoile de sand, zelliges

Visitando il sito troverete la possibilità di creare il vostro prodotto assemblando le piastrelle e tessere in greche, mosaici e pavimenti di caldi colori mediterranei con grande senso di unicità.
Etoile de sand, piastrelle, tessere, simulatore online


17 marzo 2010

Vano doccia in cocciopesto

Nell’arco delle precedenti ristrutturazioni i bagni dell’antica casa colonica toscana in cui abito sono stati concepiti in maniera molto poco razionale ed ancora meno fantasiosa, perdendo sia in funzionalità che in estetica.
Intanto, per accedervi bisognava scendere dall’ingresso principale nella cantina sottoscala attraverso un passaggio stretto, buio ed angusto (1).

L’infelice collocazione del lavandino (2) ha reso molto difficoltoso l’accesso alla zona già impedita dalla presenza dell’imponente arco antico di separazione dalla zona della vasca.
I sanitari bianchi ed il rivestimento completo delle pareti in piastrelle bianche fino quasi al soffitto ha dato a questo piccolo ambiente il colpo di grazia: il risultato aveva poco a che fare con la struttura antica della casa.
casa colonica toscana
Che fare?
Nel mio post Tecniche di decorazione pittorica tradizionali ho raccontato di come un testo dell’Arch. Flavia Trivella mi sia stato di grande ispirazione per approfondire ulteriormente le conoscenze delle tecniche usate nel passato nel bacino mediterraneo.
Una di queste tecniche era il cocciopesto.
Pochi interventi strutturali dovevano garantire un accesso migliore al bagno (1). La costruzione della spalletta (2) per la nuova porta, resa possibile eliminando l’ingombrante vasca, ha anche creato una nicchia adatta alla nuova collocazione del lavandino.

Il vano doccia (3) è stato sistemato nello spazio delimitato dall’arco, realizzando un piatto doccia di forma semicircolare in opera.
La parte costruita in mattoni è stata impermeabilizzata usando un prodotto apposito, PLASTIVO 200 della VOLTECO.
PLASTIVO 200, VOLTECO


Il rivestimento è stato fatto utilizzando l’intonaco a cocciopesto della MGN intonaci.MGN intonaco a cocciopesto

Scusate per la bassa qualità delle immagini; sono state fatte anni fa con il cellulare...
Una volta terminato, l’intonaco è stato coperto da uno strato di sapone di Marsiglia (Sapone naturale all'olio extravergine d'oliva) che cristallizza al contatto con la calce dell’intonaco rendendolo ancora più resistente.
Più mani di cera poi passate sull’intera superficie completano la finitura.
Sono soddisfatta del risultato; è un bagno funzionale e piacevole. Il colore naturale del cocciopesto è splendido; le variazioni che vedete sono il risultato della semplice mutazione della luce e non di un qualche intervento digitale.
vano doccia in cocciopesto con finitura a cera

14 marzo 2010

Un bagno d’ispirazione

Per rinnovare un ambiente in un modo facile e veloce basta un po’ di colore; tinteggiare le pareti, cambiare i rivestimenti, ridipingere o decapare un mobile di legno - sono modi semplici per lasciare entrare un po’ di primavera in casa. 

A volte, invece, è necessario affrontare cambiamenti più impegnativi, come il rifacimento del bagno o della cucina. E' più facile trovare un vasto assortimento di soluzioni per un appartamento moderno ma quando si tratta di una casa di campagna in stile tradizionale, si possono fare scelte alternative.

Per affrontare la ristrutturazione del bagno della casa in campagna in cui abito mi ero ispirata alle tecniche decorative in uso da secoli non solo in Italia ma anche negli altri paesi mediterranei, come marmorino, cocciopesto, tadelakt, cemento rasato

Mi sono state d'ispirazione le foto della rivista francese Maisons Côté Sud, che vede l’arredamento d’interni come parte di un modo di vivere che trae insegnamenti dalle (varie) culture del passato, proponendo il vecchio con gusto, stile ed eleganza d’altri tempi.

















Tutte le immagini: Maisons Côté Sud

10 marzo 2010

Martin Rosswog e le case che ci raccontano le storie del passato


Martin Rosswog, fotografo
Martin Rosswog è un fotografo tedesco che, a partire dal 1989, inizia un grande lavoro di documentazione delle abitazioni rurali europee, fotografando sistematicamente gli interni tradizionali in Russia, Ungheria, Romania e molti altri paesi.
Le sue fotografie ci danno un’idea sulla vita pre-industriale e sono, allo stesso tempo, anche una testimonianza delle decorazioni ed arredamenti che si stanno pian piano perdendo, una visione dei cambiamenti sociali in corso.
Dopo una lunga fase di preparazione, nel luglio del 2002 il Donauschwäbische Central Museum di Ulm ha aperto una mostra intitolata Hausgeschichten - Deutsche Spuren in den Donauländern. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con 9 musei in Ungheria, Jugoslavia e Romania e sostenuto dal Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea.

Con lo scopo di illustrare le condizioni di vita di oggi lungo il Danubio e di costruire un ponte con il passato, questa mostra ci presenta 12 case molto diverse tra di loro di vari paesi ed i loro abitanti, illuminando i 300 anni di storia della migrazione verso il sud-est europeo attraverso l’obbiettivo della macchina fotografica di Martin Rosswog.
Martin Rosswog
Le differenze tra le case visitate ci costringono a decifrarle in un contesto più impegnativo rispetto ad una mera illustrazione decorativa; l’occhio sensibile di Martin Rosswog cattura la vita rurale, le storie intime, la memoria culturale, il rapporto delle persone con le loro case, in 150 illustrazioni a colori ricche di dettagli e sfumature.
Martin Rosswog
Potete ammirarle nel libro-catalogo della mostra: Storie di case - Tracce tedesche nei paesi danubiani
Martin Rosswog

Vi consiglierei volentieri un sito da visitare, se solo ci fosse. Purtroppo, le notizie sul suo lavoro sono poche; forse l’attenzione del pubblico più ampio fin’ora non è stata catturata su questo bravissimo fotografo quanto meriterebbe.

UPDATE
Il sito web di Martin Rosswog

Martin Rosswog

Martin Rosswog

Martin Rosswog

Home stories – German traces in Danubian countries
Catalogue on the exhibition, published by the DZM
Photographs by Martin Rosswog
Edition Braus at Wachter-Verlag publishing house.
240 pages, ca. 150 pictures
Sold in the museum and bookshops ISBN 3899040392


7 marzo 2010

Spettacolo Calvario - edizione 2010

Si avvicina la Pasqua e sta per ripetersi anche l’esperienza della rappresentazione teatrale Calvario che si è tenuta l’anno scorso nei boschi di Treggiaia.
Scrissi un post a proposito, "Apostoli cercansi. Nessun tipo di esperienza richiesto", nel quale vi giravo l'invito a prendere parte in questa iniziativa.
Lo faccio con piacere di nuovo, perchè il regista teatrale Jeronimo Casas anche quest'anno ha bisogno del Popolo, e non solo.

L'Associazione Culturale Teatro Cinico di Terricciola propone lo spettacolo "Calvario"
Da Mercoledì 31 marzo a Domenica 04 aprile 2010, ore 21.00

IL CALENDARIO DELLE PROVE:
Sabato 20 marzo - Ore 16.00
Domenica 21 marzo - Ore 16.00
Sabato 27 marzo - Ore 16.00
Domenica 28 marzo - Ore 16.00

PROVA GENERALE:
Martedì 30 marzo - Ore 21.00
Associazione Culturale “Teatro Cinico”
Via della Pace, 24. 56030 Terricciola (PI)
Te: 0587 654080 – 347 7085511
e-mail: teatro.cinico(at)alice.it
http://www.myspace.com/teatrocinico
Facebook: Teatro Cinico

5 marzo 2010

Pareti decorate a rullo

La tecnica di decorazione delle pareti a rullo illustrata nel mio post precedente trova moltissimi esempi nei paesi dell’Est. Interi villaggi ne testimoniano l’uso e rappresentano anche una grande fonte d’ispirazione per chi ne volesse trarre degli insegnamenti.
Un effetto simile si può ottenere usando le mascherine da stencil, commercializzate ovunque, ma richiede una preparazione ed organizzazione del lavoro più minuziose.
Allora come fare per rinnovare le pareti della casa da soli, senza l’aiuto di un decoratore professionista e senza particolari abilità artistiche?
Non preoccupatevi; non è necessario viaggiare fino in Serbia, dove mi trovo attualmente, che di questi rulli ne è piena. La soluzione è più semplice, arriva da Rockville, USA, e si chiama Rollerwall.

rulli decorativi, Rollerwall

Questa ditta propone rulli decorativi, ovviamente riutilizzabili all’infinito, di larghezza poco superiore a 15 centimetri (6 pollici), in una grande varietà di pattern tra cui scegliere ciò che fa per voi.
Per usarli è necessario disporre dell’applicatore, venduto a parte, composto da un telaio con manico e un rullo alimentatore in schiuma.
Tutto ciò può essere comodamente ordinato online, nel sito Rollerwall™ Painting and Decorating System. Visitate il sito per avere consigli ed informazioni precise sull'applicazione e costi.