31 maggio 2010

Poster cinematografici del 1938 - l’archeologia dello stencil

Una delle tante attività di Stanko Radovanovic, mio nonno, oltre al design, traduzione, lepidotterologia, sceneggiatura ed altro, era la stampa a mano di poster cinematografici usando le maschere di cartone.
Prima della seconda guerra mondiale i cinema di Zagabria, città dove mio nonno nacque nel 1910, erano di proprietà di compagnie cinematografiche, tra le quali la Paramount Pictures.
Le programmazioni dei film duravano poco, a volte solo 2-3 giorni, ed erano precedute dalla frenetica stampa dei loro poster. La fretta era tanta che certe volte il nonno veniva svegliato di notte per riuscire in tempo a preparare i poster.
un poster cinematografico fatto a mano da Stanko Radovanovic, del 1938 circa
63x94,5cm - 50copie

L’airbrush non esisteva e per la stampa il nonno si serviva delle bombole che si usavano per verniciare le automobili, adattate al suo scopo.
Montavano un manometro ed una pompa per portare l'aria nella bombola alla pressione necessaria; accanto al manometro c’era un tubo in uscita che all'estremità aveva una riserva di colore che si sostituiva all’occorenza.
Con grande velocità mio nonno tagliava le maschere e poi, con l'ausilio di questo preistorico airbrush, preparava dei poster in tiratura di 15 - 70 copie. Intanto, gli operai già aspettavano che finisse, impazienti, con pennello in mano e già pronto un secchio di colla, volendo partire al lavoro in modo che Zagabria il giorno dopo si sveglasse coperta con i manifesti dell'ultimo film.
un poster cinematografico fatto a mano da Stanko Radovanovic, del 1938 circa
95X125cm - 50 copie

Questi poster cinematografici sono stampati a mano da Stanko Radovanovic, usando le maschere in cartone (come quelle da stencil) ed un arcaico airbrush
50X80cm - 60 copie

Il nonno fece questo lavoro dal 1938 al 1940. Mio padre all'età di soli 3 anni prendeva parte, tutto orgoglioso, a questa attività artistica, assumendo l'importante incarico di - pompare l’aria nella bombola :)
un poster cinematografico fatto a mano da Stanko Radovanovic, del 1938 circa
50X80cm - 15 copie

fatto a mano da Stanko Radovanovic
34,5X50cm

Grazie alle conoscenze maturate nell’ambito delle compagnie cinematografiche il nonno cominciò anche a tradurre i film, per lo più dalla lingua tedesca ed ungherese, e mio padre anche qui sapeva divertirsi quando il nonno a casa montava degli spezzoni dei film che sulla ruota giravano all’infinito, ripetendo piccole, buffe e divertenti scene...
un poster della Paramount Pictures fatto a mano da Stanko Radovanovic
34,5X50cm

Stanko Radovanovic iz pera Save Stepanova, likovnog kriticara:
"...bio je medju najistaknutijim stvaraocima stripa u Jugoslaviji izmedju dva svetska rata, blizak najreprezentativnijim predstavnicima one cuvene skole koju je generacijski predvodio Andrija Maurovic.
Stanko Radovanovic je, verovatno, jedan od nasih najznacajnijih pisaca scenarija za strip, ali zurnalizam nije bio njegovo jedino zanimanje."
Povodom samostalne izlozbe Hrvoja Radovanovica u Kikindi.
O LIKOVNOM DELU HRVOJA RADOVANOVICA

6 commenti:

  1. Tuo nonno ha fatto un lavoro che visto adesso ha un che di romantico...
    Grazie per aver scritto questa storia ed averla condivisa con noi, leggerla mi ha sensibilmente arricchito la giornata :)
    A presto,
    Mae

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  2. Ciao, Mae; grazie per il tuo apprezzamento. Mi faccio spesso raccontare le storie del passato della mia famiglia dalla mamma e papà perchè descrivono un mondo che non c’è più e che, altrimenti, andrebbe perso per sempre. Queste piccole storie di tutti noi sono le tessere di un puzzle dell’eredità culturale che penso sia bello comporre tutti insieme...

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  3. I love this story! And yes, our cultural heritage exists in these stories that will slowly fade unless written down. I admire how you keep their memory and work alive.

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  4. My father began to tell me these stories about my ancestors when I was still a child. At first I was fascinated by some romantic points that characterized the lives of many of them; only later I realized that somehow they were cruel too.
    I feel that, sometimes, I search for explanations of my own habits and behaviour in them, even trying to justify something that I would or shouldn’t do. But, at the end, I think we’re profoundly different as we can’t overlay our networks of awareness with the past ones.
    We belong to our time; we only need the support of our loved ones when they aren’t close to us...

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  5. Bellissime le cose che dici sul tempo passato e sulla nostra necessità di scoprirlo, per i legami che abbiamo con le persone della nostra famiglia.
    Tuo nonno era davvero un designer d'altri tempi a tutti gli effetti.
    Con pochi mezzi si sapeva fare delle grandi cose un tempo. Oggi per tutto c'è il computer e la manualità associata alla creatività si sta inevitabilmente perdendo.
    Grazie per aver condiviso questi tuoi personali tesori! :)

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  6. Grazie, Danda.
    Rifletto spesso su come le persone vivevano nel passato senza l’ausilio di tutti i mezzi di oggi, come dici tu. Riuscire a perseguire i propri obiettivi con quello che abbiamo a disposizione, senza grandi esigenze, aiuta a sviluppare la creatività.
    Comunque, ben venga il computer (ed internet)! Rende il mondo raggiungibile e “a portata di mano” anche alle persone che prima potevano solo immaginarlo. Sparge e dissemina il sapere negli angoli più sperduti del pianeta. Avvicina le persone che stanno lontane, da visibilità agli invisibili, supporta l’apprendimento… La manualità resta salva, spero. E’ come la grafia: unica ed inimitabile.
    Un computer può riprodurla; l’atto creativo è ancora degli uomini.

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