28 febbraio 2011

I gioielli di Alexander Calder - arte da indossare

Molti non sanno che Alexander Calder, oltre ad essere uno scultore rinomato, era anche un pittore, un incisore ed un designer di gioielli di immensa bellezza.
Il primo dono che diede alla sua futura moglie, Louisa James, pronipote dello scrittore Henry James, fu un braccialetto in ottone martellato.
Nell'arco della sua vita Calder realizzò oltre 1800 gioielli; tra questi, centinaia furono regali per Louisa, omaggi all'amore, arte da indossare.

Alexander Calder, gioielli

Alexander Calder - Bracelet; c.1940, gold wire
Braccialetto; filo d'oro
credits: Calder Foundation, http://calder.org

Buona parte dei suoi gioielli, realizzati in filo di rame, ottone, argento, placche di ottone martellato, vetro, legno, cuoio e ceramica, furono creati per i familiari e per gli amici, come Peggy Guggenheim, Bella Chagall, Luis e Jeanne Buñuel o Georgia O'Keeffe, evitando l'uso di materiali preziosi per mantenere le sue opere accessibili.

Alexander Calder, gioielli
Alexander Calder - Necklace, c. 1930; brass wire, ceramic, and cord
Collana; filo di ottone, ceramica e corda
credits: Calder Foundation, http://calder.org

Calder mantenne consapevolmente il riferimento all'arte primitiva ed al surrealismo in molti dei suoi progetti che spesso appaiono come piccoli studi o disegni per le sculture in filo.
I gioielli di Calder incarnano lo stesso humour ed inventiva che avevano i suoi mobili (mobiles).

Alexander Calder, gioielli, braccialetto, filo d'argento
Alexander Calder - Bracelet, c. 1948; silver wire
Braccialetto; filo d'argento
credits: Calder Foundation, http://calder.org
sourced from International Decorative Arts Exhibitions

Alexander Calder, gioielli, collana, filo di ottone
Alexander Calder - Necklace, c. 1940; brass wire
Collana; filo di ottone
credits: Calder Foundation, http://calder.org
sourced from International Decorative Arts Exhibitions

Più o meno in contemporanea con la mostra antologica tenutasi a Roma a fine gennaio del 2010, dall'altro lato dell'oceano, al GRAM (Grand Rapids Art Museum, Michigan) si svolse un'altra eccezionale mostra con 100 pezzi tra collane, anelli, bracciali e spille creati dal 1930 fino agli anni '60.
La mostra fu organizzata in collaborazione con Norton Museum of Art (Florida) e Calder Foundation (New York).
Il GRAM fu il luogo conclusivo della mostra, precedentemente presentata al Philadelphia Museum of Art, al Metropolitan Museum of Art (New York), al Museo Irlandese d'Arte Moderna, Dublino e San Diego Museum of Art (California).

Alexander Calder, gioielli
Photographs by Maria Robledo
sourced from Yale University Press

Alexander Calder, gioielli
Photographs by Maria Robledo
sourced from Yale University Press

27 febbraio 2011

I mobili (mobiles) di Alexander Calder, scultore americano

Nei primi anni trenta del XX secolo è emerso un nuovo movimento artistico, quello delle sculture mobili - mobiles - dell'americano Alexander Calder (1898 - 1976).

Alexander Calder nel suo studio di Parigi, 14 Rue de la Colonie, autunno 1931.
Foto di Marc Vaux
Courtesy the Calder Foundation


Alexander Calder - Dog, 1909
Brass sheet
2 1/4" x 4 1/2" x 1"
Calder Foundation, New York

Courtesy the Calder Foundation


Alexander Calder - Romulus and Remus, 1928
Wire and wood
30 1/2" x 124 1/2" x 26"
Solomon R. Guggenheim Museum, New York

via

Alexander Calder - Le Cavalier, c. 1930
Wire
13 3/4" x 16 15/16" x 5 1/2"
Galerie Maeght, Paris

via

Nel 1932 Calder, laureato in ingegneria, espone a Parigi, per la prima volta, le sue costruzioni mobili in filo, parti metalliche ed altri materiali.

Le sue strutture cinetiche sono appese in modo che il minimo spostamento di una parte provochi il movimento delle altre parti in una reazione a catena. Vengono mosse anche dal più piccolo soffio d'aria, spesso con effetti sonori. Il movimento non è caotico ma si svolge in direzione rettilinea, ellittica o circolare.

Affascinanti, leggere e ludiche, si compongono di materiali diversi, come metallo, corda, legno ed altri, ma guardandole non si ha l'impressione che si tratti di assemblaggi, perché i materiali di cui sono composte non vengono utilizzati in modo da affermare le loro identità separate.

Simili sculture cinetiche sono dapprima state immaginate dai costruttivisti.
Partendo dalle loro idee e ricollegandosi alle forme biomorfe di Joan Mirò ed alle idee visive di Piet Mondrian, Calder fu il primo a sviluppare una forma tridimensionale dell'arte cinetica.
(Arte Cinetica: il tentativo di integrare il tempo ed il cambiamento dinamico in un oggetto artistico per mezzo di movimento.)

Ha inventato il suo metodo di costruzione di forme plastiche, dove lo stato di equilibrio e il movimento vengono pre-determinati con un calcolo statico.
I primissimi mobiles di Calder erano azionati da motori e tendevano verso configurazioni geometriche astratte.

Alexander Calder - Pantograph, 1931
Wood, wire, sheet metal, motor, and paint
35 7/16" x 44 1/2" x 22 1/16"
Moderna Museet, Stockholm

Courtesy the National Gallery of Art, Washington DC

Il nome mobiles viene attribuito alle sue nuove forme d'arte da Marcel Duchamp, mentre nel 1931 lo scultore modernista Jean Arp chiamò le sue costruzioni scultoree fisse - stabiles.


La scultura cinetica di Alexander Calder che Marcel Duchamp per primo definì mobile, 1931
Foto di Marc Vaux
Courtesy the Calder Foundation

Ma dopo il contatto con il surrealismo, Calder ha raggiunto possibilità poetiche del movimento "naturale" e non solamente di quello controllato.

Ha iniziato ad intendere i mobiles come vegetazione in equilibrio instabile, pari a strutture organiche - a fiori sugli steli flessibili, a foglie tremolanti per la brezza, ad animali marini fluttuanti.

Alexander Calder - Eucalyptus, 1940
Sheet metal, wire, and paint
94 1/2" x 61"
Private Collection, Beverly Hills, California

via


Alexander Calder - Vertical Foliage, 1941
Sheet metal, wire, and paint
53 1/2" x 66"
Calder Foundation, New York

Courtesy the Calder Foundation


Alexander Calder - Snow Flurry, 1948
Sheet metal, wire, and paint
40" x 82"
Calder Foundation, New York

Courtesy the Calder Foundation

Questi mobiles si combinano perfettamente con l'ambiente che li circonda. Imprevedibili e sempre mutevoli, contengono una quarta dimensione come elemento essenziale della loro costruzione. Nella loro sfera limitata, sono realmente vivi.


Alexander Calder - Finny Fish, 1948
Wire, glass, objects, and paint
21" x 61"
National Gallery of Art, Washington, D.C.

via 
Courtesy the Calder Foundation


Alexander Calder - Triple Gong, 1951
Sheet metal, wire, and paint
28" x 68"
National Gallery of Art, Washington, D.C.

via
Courtesy the Calder Foundation

Alexander Calder - The "Y", 1960
Sheet metal, rod, and paint
98 13/16" x 174 1/2" x 66 3/8"
The Menil Collection, Houston

via
Courtesy the Calder Foundation

Nel 1972, quando l'East Building della National Gallery of Art di Washington era ancora in costruzione, a Calder fu chiesto di creare un grande mobile che ancorasse visivamente l'atrio monumentale della struttura.
Calder fece il modello in alluminio verniciato e acciaio.

Alexander Calder - National Gallery III [maquette], 1972
Painted aluminum and steel wire
11 3/8" x 27 1/4"
National Gallery of Art, Washington, D.C.
Courtesy the National Gallery of Art, Washington DC

Ma i 13 panelli e le 12 braccia della scultura erano troppo pesanti per poter funzionare come l'artista avrebbe voluto.
Paul Matisse, il nipote di Henri Matisse e un caro amico di Calder, tradusse il design di Calder in una struttura in alluminio che manteneva l'aspetto e il dinamismo della maquette originale di Calder e fabbricò il mobile in scala attuale.


Alexander Calder - Untitled, 1976
Painted aluminum and steel wire
358 3/8 x 911 5/8
National Gallery of Art, Washington, D.C.
Courtesy the National Gallery of Art, Washington DC

Quest'ultima grande opera d'arte di Calder è ora costruita con pannelli in alluminio a nido d'ape, tubi di alluminio cavi e pochissimo acciaio.
Paul Matisse ha coordinato la sua installazione alla National Gallery of Art nel 1977, un anno dopo la morte di Calder.

In equilibrio precario ma controllato, come un acrobata sulla corda tesa, i mobiles di Calder sono appesi ad un filo esile come l'immaginario che pende dalla realtà, oscillando nella nostra fantasia personale.
Ogni tanto scendono, atterrano, si posano e...  diventano stabili.


Alexander Calder - Tom's, 1974, stabile
Sheet metal, bolts, and paint
296" x 216" x 264"
Calder Foundation, New York

Courtesy the Calder Foundation


L’unica scultura monumentale di Alexander Calder presente in Italia si trova nella città di Spoleto
Alexander Calder - Teodelapio, 1962, stabile
Sheet metal and paint
58 1/2' h.
Galleria Civica d'Arte Moderna, Spoleto


Se non avete visto la grande mostra antologica di Calder che si è conclusa a febbraio del 2010
al Palazzo delle Esposizioni di Roma...

...potete acquistarne il catalogo - un volume monografico sull’opera di Alexander Calder che troverete nel loro sito.

edizione italiano/inglese
formato 30x28 cm
264 pagine
240 illustrazioni tra colori e B/N
cartonato

18 febbraio 2011

Philippe Daverio e la composizione in tessuto sulla parete di sfondo

In una puntata del "Notturno con panettone" attorno a una tavola apparecchiata, il padrone di casa e i suoi ospiti hanno parlato della Cina. Mentre li ascoltavo con interesse e piacere, sono rimasta affascinata dalla composizione che si vede sulla parete di sfondo.

Philippe Daverio, Notturno con panettone
Philippe Daverio - Notturno con panettone - Cina e cineserie
Conversazioni sull'arte e sulla storia nella casa milanese di Philippe Daverio.

La scritta dice "Матушка Россия", Madre Russia, e sovrasta una forma a peluche, a rilievo, costruita da diversi tessuti pesanti, di dimensioni imponenti.
Mi piace questa composizione. Sa di pazienza e mi richiama in mente la visione di un'altra opera d'arte, la "Donna fruttata" creata da mio padre.

Hrvoje Radovanovic, La Donna Fruttata

Incuriosita, ho trovato un'altra foto della stessa sala da pranzo con sedie Philippe Starck e il lampadario di vetro rosso di Massimo Micheluzzi.

Philippe Daverio
C'è però un'opera diversa appesa al centro dello stesso muro, un dipinto di Momò Calascibetta, Terromnia, Il gelato di Tariq, disegno, 2002. 
La ricerca continua.

AGGIORNAMENTO maggio 2012
Mistero risolto! Sulla traccia giusta mi ha portata la coppia di agavi che si vede nella foto precedente sul lato del dipinto di Momò Calascibetta. E' di Patrizia Medail che è anche l'autrice dell'opera vista nella puntata del "Notturno con panettone".
Patrizia Medail, Caterina di Russia, collage
Patrizia Medail, Caterina di Russia, 2003, 115x135x25 cm
Antico panno ottomano, frange di cotone

Usando come sfondo un pannello di legno rivestito di lino, l'artista crea forme in rilievo con collage di stoffe pregiatetessuti e tappeti antichi, seta, carta fatta a mano e altro.

Patrizia Medail, collage
Patrizia Medail, Trees, Cat n°804, 70x60cm





10 febbraio 2011

Il gioiello corre su un filo di alluminio

"Dove posso trovare filo di alluminio?", si chiede Caterina.
"Volevo provare ad utilizzare il filo di alluminio per la mia bigiotteria.", dice Melania.
I forum al femminile pullulano di ragazze creative in cerca di componenti per bigiotteria tra cui primeggia il filo di alluminio. E' di gran' moda: serve per realizzare gioielli usando la tecnica del filo ritorto (wrapped wire, twisted wire o, semplicemente, wire).
Gioielli wire di Gisela Naepflin - bracciale in oro. Wrapped wire jewellery - gold bracelet.
Gisela Naepflin, Gold bracelet
Gioielli wire di Gisela Naepflin - girocollo in oro. Wrapped wire jewellery - Gold choker.
Gisela Naepflin, Gold choker

I suoi punti forti sono che è molto morbido, leggero e malleabile; lo svantaggio è che si segna facilmente e, se troppo sottile, non mantiene la forma.
Piegandolo si creano forme geometriche senza dover ricorrere all'uso di attrezzature particolari. Ovviamente è una questione di gusto e di scelte personali. All'occorrenza si possono usare delle semplici pinze ma è bene che esploriate da sole le diverse tecniche per manipolare il filo.
"Ho piegato, legato, ritorto, lavorato a uncinetto o maglia, fuso e tessuto la mia strada attraverso molti chili di metallo.", dice Dianne Karg Baron nel suo post "Please Don’t Call Me a Wirewrapper".

Allora, dove trovare il filo di alluminio?
La soluzione più semplice è acquistarlo online; vi propongo un sito testato personalmente:
http://www.opitec.it
OPITEC Hobbyfix - Fabbisogno per attività creative, manualità, pittura e decorazioni


L'ordine minimo è di 30 Euro, potete trovare fili di alluminio di diversi colori e spessori oltre a catenine, moschettoni, perline, gemme...
Il disbrigo dell'ordine è molto tempestivo; la consegna avviene tramite corriere espresso. Le spese di spedizione sono di 6,90 Euro per l'ordine minimo da 30,00 Euro - fino a 100,00 Euro. Oltre ai 100 Euro di ordine la fornitura è senza spese aggiuntive.
Potete consultare un ricchissimo catalogo online, guardare i video OPITEC, registrarvi per ricevere periodicamente una newsletter con le superofferte, i nuovi prodotti, i trend...

Oltre ai componenti per creare la bigiotteria, ce n'é per tutti i gusti: articoli decorativi, creatività con carta, con colori, articoli per fioristi, libri per attività creative... L'elenco è infinito. Visitate il sito della OPITEC per trovare l'idea creativa che fa per voi.