22 gennaio 2012

Piccola sintesi della storia della pittura giapponese

La storia antica del Giappone, piena di lotte ed alleanze, viene raccontata attraverso le leggende che sono state raccolte in due importanti collezioni: "Kojiki" (712) e "Nihongi" (720).

La popolazione preistorica della Terra del Sol Levante probabilmente deriva da quella malese-polinesiana. Questa si è dapprima stabilita su una delle quattro isole principali, Kyushu, che insieme alle altre isole più piccole compone il Giappone, per poi diffondersi anche al Giappone centrale.

La storia dell'arte e della cultura giapponese in realtà è una storia dell'impatto delle ripetute ondate di influenze che giungevano prevalentemente dalla Cina, attraverso la Corea. Nell'accettare gli stimoli ed esempi esterni, il Giappone non è mai stato semplicemente imitativo; ha sempre adattato questi stimoli allo spirito giapponese , basato principalmente sull'ammirazione della bellezza della natura.

Lo sviluppo artistico di questa nazione guerriera, che in origine professava la religione autoctona scintoista (culto della natura e degli antenati), inizia intorno al VI secolo, adottando l'eredità della religione (Buddismo) e della cultura cinese (scrittura, carta, pittura, scultura, architettura, abbigliamento, acconciature, cerimonie di corte, organizzazione statale, calendario, astronomia, ecc.).

Fin dall'inizio l'arte giapponese si distingue per la sua semplicità e purezza, le sue caratteristiche essenziali, privilegiando la raffinata e decorativa armonia in maniera particolarmente evidente.

Una volta introdotta in Giappone, la scrittura ideografica o pittografica cinese si trasforma velocemente in scrittura giapponese in corsivo, KANA. La semplificazione di questa nel VIII-IX secolo genera la scrittura HIRAGANA per poi semplificarsi ulteriormente nel XII secolo, introducendo la scrittura KATAKANA.

Come i Cinesi, i Giapponesi scrivono in colonne verticali dall'alto verso il basso, concatenando le colonne da destra verso sinistra.

Periodi principali della civiltà giapponese:

  • periodo PRE-BUDDISTA (fino alla metà del VI secolo)
  • periodo ASUKA (552 - 645)
  • periodo NARA (645 - 794)
  • periodo HEIAN (FUJIWARA) (794 - 1185)
  • periodo KAMAKURA (1185 - 1392)
  • periodo MUROMACHI (1392 - 1573)
  • periodo MOMOYAMA (1573 - 1615)
  • periodo EDO (1615 - 1867)
  • NUOVO GIAPPONE o periodo TOKYO (dal 1868 in poi), diviso in
    • era Meiji (1868 - 1912)
    • era Taisho (1912 - 1926)
    • era Showa (od 1926 - 1989)
    • era Heisei (1989 - ad oggi)

PITTURA

Ci sono 3 grandi stili di pittura giapponese noti al vasto pubblico:

YAMATO-E
SUMI-E
UKIYO-E

La pittura ha un ruolo principale nell'arte del Giappone. Come per la scultura, i primi pittori riconosciuti sono cinesi e coreani. Si ritiene che il primo pittore conosciuto, un sacerdote coreano di nome Doncho, introdusse nel 610 in Giappone le ricette per fare la carta e preparare i colori.

Pittura giapponese, Doncho, Horyuji Kondo, affreschi, Museo di Horyuji
Doncho
Horyuji Kondo affreschi
vedi anche: Museum of Horyuji Mural Reproductions

YAMATO-E

Anche se i primi esempi pittorici provengono dalla Cina, la pittura giapponese acquisisce la sua indipendenza molto presto. Come conseguenza del declino dell'influenza del buddismo, l'arte religiosa si "umanizza" e compare la pittura profana, la più caratteristica delle arti Giapponesi.

Essa è del tutto l'espressione dello spirito giapponese ed è perciò chiamata YAMATO-E, "la pura arte giapponese".

Questo stile ebbe inizio nel mezzo del periodo Heian; sebbene venissero dipinte anche delle scene religiose, il tema principale dello stile Yamato-e erano scene storiche, temi di aristocrazia, illustrazioni di opere letterarie, ritratti o scene di vita quotidiana...

Le principali caratteristiche della pittura Yamato-e sono: tratto sublime, colori chiari e tenui, Kasumi - nebbia, forme concise, figure contornate di nero, proporzioni irreali (uomo accanto alla casa - più grande della casa) e la sostanziale assenza delle ombre e della prospettiva.

La pittura Yamato-e non è mai completamente scomparsa. Ha continuato a svilupparsi nei secoli successivi, anche dopo la comparsa dello stile Ukiyo-e e delle stampe con blocchi di legno; anzi, i due stili a volte si fondevano.

SUMI-E (SUIBOKU)

In parallelo alla pittura Yamato-e, un altro stile, del tutto opposto, si stava sviluppando: la pittura monocromatica ad inchiostro - SUMI-E o SUIBOKU. Essa è molto simile all'arte cinese delle dinastie Song e Yuan (cinese: Sumi - china), ed è perciò chiamata anche KARA-E o KANGA, cioè "la pittura cinese". Questo stile si è sviluppato sia in Cina che in Giappone, fortemente influenzato dalla setta buddista Zen e dal suo rapporto speciale con la natura.

Pittura giapponese, Sesshu Toyo, paesaggio, pittura monocromatica ad inchiostro, sumi-e, suiboku, kara-e, kanga
Sesshu Toyo
Paesaggio

Sumi-e è un'arte delle linee e valori tonali dal nero profondo al bianco. E' caratterizzata dalla perfezione e dalla semplicità, dalla moderazione, purezza ed assenza di ornamento. Spesso usa la forma del rotolo verticale (kakemono) su cui di regola è dipinta un'unica scena (ritratto, paesaggio o fiori).

Il kakemono, insieme al vaso di fiori artisticamente disposti (ikebana), di solito decora una nicchia caratteristica degli interni giapponesi (tokonoma), pareti fisse e mobili (fusuma), o paraventi (byobu).

Pittura giapponese, tokonoma nicchia caratteristica degli interni giapponesi, Utagawa Kuniyoshi, ukiyo-e stampe con blocchi di legno
Utagawa Kuniyoshi
Una bella ragazza appende un dipinto nel tokonoma

UKIYO-E

Il terzo grande stile giapponese, il cui nome significa "immagini del mondo fluttuante", è apparso nel XVII secolo e si è sviluppato all'inizio del periodo Edo. Le scene realistiche della vita quotidiana di un uomo qualunque diventano il tema ricorrente.
I dipinti della scuola Ukiyo-e spesso raffigurano scene del quartiere dello svago della città di Edo (oggi Tokyo) e la loro popolarità è associata ad un forte sviluppo delle ben note stampe giapponesi. Queste, in un primo momento, riproducevano le opere Ukiyo-e in un solo colore, poi in due colori ed infine in diversi colori.

Pittura giapponese, Hokusai, papaveri
Hokusai
Papaveri

Il XVIII secolo porta una forte influenza della pittura a olio europea con l'arrivo dei commercianti olandesi. Nel 1857 apre la "Scuola d'arte occidentale" in cui insegnano artisti europei tra cui l'inglese Charles Wirgman e l'italiano Antonio Fontanesi.

Molti giovani artisti vanno a studiare in Europa.

Dal 1912 si distinguono due scuole di pittura: quella occidentale e quella giapponese. Le opere d'arte di queste scuole testimoniano ancora una volta la capacità del Giappone di adottare diversi stili ed influenze - senza mai soffocare la propria individualità.

L'arte attuale giapponese offre un nuovo e significativo contributo all'arte mondiale.


Mostra sugli Orientalisti italiani:
"INCANTI DI TERRE LONTANE.
HAYEZ, FONTANESI e la pittura italiana tra otto e novecento
"
Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 4 febbraio - 29 aprile 2012

2 commenti:

  1. questo è veramente un bellissimo articolo!!! complimentei:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Anka! Complimenti anche a te che "metti in borsetta" il tuo sogno di rinnovare il mondo!

      Elimina