La colla di farina è uno dei leganti e adesivi più antichi e versatili della tradizione artigiana e pittorica. Si prepara in pochi minuti con ingredienti che si trovano in qualsiasi cucina, non contiene sostanze tossiche ed è completamente biodegradabile.
La ricetta
| Ingrediente | Quantità |
|---|---|
| Farina | 1 parte |
| Acqua | 20 parti |
| Miele | ½ parte |
| Aceto | 1 cucchiaio |
Si mescola la farina con l'acqua fredda per evitare i grumi, poi si porta a ebollizione mescolando continuamente fino a ottenere una pasta omogenea. Il miele e l'aceto non sono solo aromi: servono a prevenire la formazione di muffe e la fermentazione, allungando la vita della colla.
Colla di farina o colla vinilica?
Dipende dall'uso. La colla di farina è la scelta di chi preferisce lavorare con materiali naturali: dà grande elasticità al manufatto e non contiene sostanze tossiche. I suoi limiti rispetto alla colla vinilica sono i tempi di essiccazione più lunghi e una minore resistenza all'umidità. La colla bianca invece accelera l'essiccazione, aumenta la robustezza e offre maggiore resistenza all'umidità — per questo è ancora la scelta più diffusa in pratica.
Dalla cartapesta alle tempere
Per molti, la colla di farina è il materiale d'elezione per fare la cartapesta. Una volta asciutto, il manufatto può essere decorato con le tempere. Per chi vuole approfondire il tema — tipi di tempera, ricette storiche, verniciatura — c'è un testo prezioso: La vera pittura a tempera (Alchimie e segreti) di Bruno Pierozzi, uno studio approfondito sulla tecnica condotto negli anni Ottanta. Troverai tempere magre e tempere grasse; tante ricette per preparare la tempera a colla, al tuorlo, al latte di fico… Lo puoi consultare qui.
Una tradizione antica
Le ricette per preparare in casa le pitture fanno parte di un patrimonio culturale e storico che appartiene a tutto il mondo. In passato, case e mobili venivano mantenuti e decorati con materie prime disponibili localmente: calce, gesso, colla di pelle e ossa, latte, uova, farina, olio di papavero, di lino, di noce — ma anche grasso di foca e uova di salmone. Ricette lontanissime tra loro per geografia e clima, accomunate dalla stessa intelligenza pratica.
Ciao Mirna! Ieri quando ho finalmente fatto un acapatina sul tuo blog sono stata molto sorpresa!!! Quale onore mi hai riservato!
RispondiEliminaSono molto contenta per quello che hai scritto su di me e grazie per tutte le informazioni per riavviare la mia passione chiusa nel cassetto!
La tua descrizione, vedrai mi sarà molto utile... rispetto a quanto utilizzavo io da bambina, nella miscela della colla non usavo il miele e l'aceto ed effettivamente se il loro scopo è quello di preservare il manufatto, erano gli ingredienti che assolutamente mancavano.
Sei comunque una persona formidabile, un pozzo di idee e di suggerimenti, grazie ancora e a prestissimo! ;)
Senti, chiudere le passioni nel cassetto serve solo per tirarle poi fuori ancora più grandi e fiammanti... Sono sicura che stai per farlo, perchè le tue passioni sono autentiche!
RispondiEliminaE, grazie di nuovo per le tue belle parole:)
..Ricco di temi interessanti il tuo blog,complimenti!
RispondiEliminaLa colla di farina e i colori naturali sono proprio una delle vie che mi piacerebbe provare!
Ciao, SognoAmetista; grazie!
RispondiEliminaHo visto che ti piace lavorare la cartapesta. L’idea di farla al naturale è molto bella :).
Benvenuta nel mio blog.
La parola "tempera" oggi è sinonimo di pittura ad acqua di scarsa qualità, ma fino ai primi del Novecento stava ad indicare il legante emulsionato con cui si "temperavano" i pigmenti.I il rosso d'uovo fresco è considerato il legante migliore per le emulsioni pittoriche a causa del suo potere tensioattivo naturale. Sul sito www.springcolor.it si trovano molti documenti interessanti sulle pitture ecologiche e i colori naturali
RispondiEliminagab
Ciao, gab.
RispondiEliminaConosco il sito www.springcolor.it ancora dai tempi del web 1.0.
Mi piace l’attenzione per l’ambiente e la responsabilità che dimostra proponendo le pitture naturali con l’autodichiarazione volontaria di tutti i componenti da parte del suo titolare Roberto Mosca - socio fondatore di BioediliziaItalia.
Grazie per la visita ed il commento, torna a trovarmi :)
Eccomi tornata su questo interessante post,qualche mese fa ho provato la colla di Farina,niente muffa e il manufatto buono ma rispetto alla colla vinilica è decisamente fragile..se cade si rompe cosa che diversamente non avviene,la cartapesta ha una resistenza incredibile..ho fatto qualche errore? L'impasto fra l'altro era molto molto morbido e difficilissimo da plasmare.. .
RispondiEliminaCiao, Marzia; non penso che tu abbia fatto un errore. Infatti, l’aggiunta di colla di farina alla cartapesta ne prolunga parecchio il tempo di essiccazione ed il manufatto risulta meno indurito. Al contrario, la colla bianca accelera il processo di essiccazione ed aumenta la robustezza del manufatto.
RispondiEliminaQuestione di scelta, dunque; personalmente ho sempre usato la colla vinilica.
Grazie Mirna!anch'io ho scelto per la vinilica..peccato però.. .
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